Finale Champions League: Una lezione di stile, civiltà e tanta voglia di Tifo (quello vero)

Finale Champions League: Una lezione di stile

La Finale Champions League ha sempre il suo fascino e vedere San Siro pieno e colorato con la passione dei tifosi è sempre una gioia. Ieri sera poi, lo stadio, era equamente diviso tra tifosi dell’Atletico e tifosi del Real Madrid (a dire il vero un pò più numerosi quelli del Real, ma poco importa). E’ stata una festa incredibile di colori, cori, urla e passione per sostenere la propria squadra ed accompagnarla in questa ultima fatica stagionale. La cosa che più salta all’occhio, però, e come queste due tifoseria abbiano intonato cori, non per sfottere o denigrare gli avversari, ma solo per incitare i propri ragazzi e vi posso assicurare che la passione che ne è scaturita è stata pura goduria per chi, come me, ha riscoperto il piacere di andare allo stadio. Si ragazzi perchè, caspita, andare allo stadio deve essere un piacere, deve ritornare ad essere un luogo di gioia, emozione, sentimento e spirito di aggregazione che ormai, nei nostri stadi, si e perso nel tempo ma che si è ritrovato ieri sera quando La Scala Del Calcio è tornata a vestire il suo abito migliore. E vi giuro ragazzi che avevo una voglia di togliermi la mia pettorina da Steward per andare in mezzo ai tifosi a cantare e saltare con loro. E mentre guardavo tutta quella meraviglia, una domanda mi passava per la testa: “Ma perchè non può essere tutte le settimane così?. Perchè non possiamo vivere la passione con semplicità e senza paura?. Tutto questo lo dico perchè sia andando allo stadio (quindi ancora con il risultato non acquisito) che tornando (quindi con la consapevolezza del vincitore e del vinto) i tifosi di entrambe le squadre sono uscite dallo stadio e poi hanno proseguito il loro cammino verso “casa”m tranquillamente mischiati tra loro senza alcun timore di scontri, senza che nessuno si prendesse la briga di organizzare cordoni per paura di fare incontrare le due tifoserie (come succede quando si gioca il derby di Milano). Tutto tranquillo, in metropolitana si discuteva delle ragioni dell’uno e dei torti dell’altra ma come si discute al Pub davanti ad una birra, in totale amicizia e rispetto delle proprie opinioni. Una normalità, per noi, quasi surreale, impensabile (aggiungo io) per come invece noi intendiamo il tifo (o almeno come purtroppo le nostre tifoserie organizzate lo intendono). Altro esempio significativo di quello che voglio dire e il fatto che all’una e mezza,quando anche il mio servizio era ormai finito, i tifosi del Real erano fuori, all’interno della recinzione dello stadio prima dei tornelli tranquillamente impegnati a ripiegare e sistemare il mega striscione della coreografia senza che nessuno li disturbasse, tifosi del Real o Atletico indifferentemente. Lo so che possono essere cavolate (e molto probabilmente lo sono) ma capite che per noi risulta tutto un pò strano. Con questo, comunque, non voglio fare della retorica qualunquista etc. Volevo semplicemente condividere con voi  l’immensa gioia che io personalmente ho provato nel ri(vedere) quanto il calcio può essere bello e quanto il tutto può tornare ad essere affascinante e unico come lo era tanti anni fa.

Un rimedio per tentare di far ritornare le cose come potevano essere tanti anni fa è quello di cambiare il modo di fare Tifo ovvero, in Italia si usa molto l’insulto all’avversario come dimostrazione di fede ai propri colori, invece se ci concentrassimo a sostenere la nostra squadra con la passione e la tenacia che ci contraddistinguono, forse potremmo cambiare le cose o comunque potrebbe essere un’ottimo primo passo verso una civilizzazione del nostro sport nazionale. Ieri ne abbiamo avuto una prova che questo può essere facilmente attuabile senza nessun tipo di difficoltà. Sarebbe un grande segno di maturità da parte del nostro sistema calcio.

Oltre a questo, ieri si è dimostrato che uno stadio senza barriere orribili e gabbie è esteticamente molto più bello e paradossalmente più sicuro di uno stadio che presenza reticolati enormi e vetri alti due metri in plexiglass manco fossimo in un carcere. San Siro ieri sera era una splendida principessa rimessa in lucido con un abito che gli stava da Dio. Bella, splendente come uno dei più belli Stadi del Mondo. Amiamo il nostro calcio, amiamo il nostro tifo e vogliamo poter andare allo Stadio tranquilli e sereni.

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