Genoa, addio a Gasp: era davvero inevitabile?

Genoa, addio a Gasp: era davvero inevitabile?

Un’altra stagione è andata in soffitta e il grifone, grazie ad un ottimo girone di ritorno, è riuscito a centrare un undicesimo posto che a gennaio sembrava utopia. I meriti di ciò vanno ai giocatori, alla società che è riuscita nel mercato di riparazione a correggere gli errori commessi in estate e soprattutto ad uno dei migliori tecnici (o forse il migliore in assoluto) della storia rossoblu: GianPiero Gasperini; un allenatore in grado di rivalutare giocatori dati per finiti, lanciare giovani in cui pochi credevano, dare un’identità di gioco ben precisa e farsi amare dalla tifoseria (gli striscioni contro di lui sono stati duramente criticati da gran parte del popolo genoano). Nonostante questo però, la società ha già da tempo deciso di sostituirlo con Ivan Juric, reduce da un’ottima annata a Crotone, culminata con la storica promozione in A, e allievo dello stesso tecnico di Grugliasco. Senza voler entrare, per il momento, in merito alla scelta del nuovo mister, già idolo dei tifosi in veste di giocatore grazie alla sua grinta, una domanda sorge spontanea: era davvero inevitabile? Meglio ricostruire con ordine.
I motivi dell’avvicendamento non vanno ricercati nei risultati, decisamente a favore di Gasperini, ma piuttosto nei contrasti tra il mister e alcuni elementi della società: ruggini nate in parte dopo la vicenda della licenza UEFA, quando il tecnico non rispettò il diktat di “rallentare” centrando comunque la qualificazione sul campo, e in parte in seguito alle recenti sessioni di mercato che non hanno permesso di mantenere una buona continuità a livello di organico. Nella scelta tra il mister e questi componenti dello staff dirigenziale il presidente Preziosi non ha avuto dubbi procedendo all’allontanamento dell’allenatore.
La sensazione è che questa volta gli interessi personali abbiano davvero superato quelli calcistici e che il bene del Genoa sia ormai passato in secondo piano. Le due stagioni senza Gasperini, 2011/12 e 2012/13, sono state le peggiori dal ritorno in A e il timore che ciò possa ripetersi è abbastanza diffuso all’interno della tifoseria. Juric riuscirà, alla pari del suo maestro, a ricostruire la propria squadra ad ogni sessione di mercato? Sarà in grado di non far ulteriormente rimpiangere l’addio a Gasp? Solo il campo saprà darci risposte, a noi tifosi del Vecchio Balordo non resta che sperarlo. Perché alla fine siamo rimasti solo noi ad avere ancora a cuore le sorti del nostro amato grifone
Foto: “Il Corriere dello Sport”

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