Curva rossoblu: ancora Mattia Destro

Curva rossoblu: ancora Mattia Destro

Confesso di aver non aver visto la partita, ma di averla sentita soltanto in radio e confesso che al gol di Mattia Destro mi sono emozionato davvero tanto. Come un bambino.

Si, perché andavamo a casa dell’Inter, che fino a 2 settimane fa era lo zimbello d’Italia e che poi ha vinto 2 partite consecutive ed è diventata all’improvviso la squadra più temibile dell’universo terraqueo, mentre noi siamo solo il piccolo Bologna che doveva recitare il ruolo di attorino poco protagonista, lasciare facilmente i 3 punti al blasonato nerazzurro e togliere il disturbo.

La verità sta quasi sempre nel mezzo: l’Inter non era debole prima (semmai in un momento complicato) e non è invincibile ora. Qualche campione che può fare tutta la differenza del mondo e qualche scarabocchio incomprensibile. L’Inter da la netta sensazione di poter fare tutto e anche il suo contrario.

Il Bologna sceso in campo al Meazza è una squadra che domenica dopo domenica prende consapevolezza dei propri mezzi perché comincia a conoscersi e non ne vuole sapere mezza di arrendersi a pronostici e avversari altisonanti: se vuoi mettere sotto i rossoblu devi sudartela. E alle nostre latitudini questa cosa ci piace un sacco, indipendentemente dal risultato.

Non mi addentrerò in disquisizioni tecniche sulla partita ma mi limiterò a qualche considerazione:

Dopo qualche passaggio un po così così, Da Costa si è ritagliato una domenica da protagonista. Angelo e’ un professionista serio e meritava questa soddisfazione.

Maietta è un giocatore che se avesse avuto un altro fisico, un altro aspetto e un fisico meno cristalloso, avrebbe calcato palcoscenici europei: un eroe della pedata silenzioso. Pochissime chiacchiere, tantissima sostanza. Senso della posizione innato e grande pulizia negli interventi.Un muro invalicabile. La sua professionalità e il suo attaccamento alla maglia sono commoventi.

Dzemaili è un giocatore sontuoso: sapevo fosse un giocatore solido e dotato, ma qui qualcuno deve avergli detto all’orecchio qualcosa di speciale, perché lo svizzero ha preso per mano questi giovani ragazzi e anche nei momenti più difficili non molla un centimetro, essendo esempio e sostanza. Una piacevolissima sorpresa.

Non nascondo che su Simone Verdi avevo moltissimi dubbi perché mi è sembrato fin dal ritiro il profilo classico del giocatore talentuosissimo che poi si perde nello specchio e non combina quasi nulla. Invece, questa prima parte di stagione lo ha trasformato in fantastico principe: gol meravigliosi, assist, tanta umiltà, voglia di crescere e la percezione che questo sia il posto giusto per far esplodere il grande talento che ha in mezzo ai piedi.Un ambidestro clamoroso.

Mattia Destro: sono personalmente contento per lui, perché Mattia è per modo di giocare un centravanti che da sempre divide. Secondo me è fortissimo e poco mi interessa se a volte si estranea e sembra non sbattersi. Non è vero. Mattia è un bravo ragazzo e tiene tantissimo alla causa e numeri alla mano risulta essere un giocatore devastante. Quanto è forte Destro lo capisci quando Mattia è out. Destro è un centravanti serpente, che ti azzanna quando credevi non lo avrebbe fatto.
Strafelice che sia il nostro bomber.

Portiamo via un punto dal Meazza quando tutti pensavano che questa giornata avrebbe dovuto accreditare l’Inter del ruolo di big del campionato.

Questo punto ha un peso specifico importante perché in un progetto tecnico in evoluzione questi sono crocevia fondamentali.

Siamo orgogliosi di questi ragazzi. Siamo orgogliosamente bolognesi.

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