All'ombra del Vulcano: il condottiero Biagianti suona la carica

All’ombra del Vulcano: il condottiero Biagianti suona la carica

Capitan Biagianti, tornato in estate dopo gli anni di Livorno, si conferma sempre più uomo-squadra trascinando i suoi a una importantissima vittoria nella battaglia contro il Catanzaro

Essere giocatori di qualità superiore alla media, spesso, non basta a fare la differenza. In una categoria dura come la Lega Pro, dove ogni partita diventa una battaglia fisica e di nervi, ciò vale ancor di più: Marco Biagianti, storico capitano dell’epopea rossazzurra in Serie A, sfugge a questa regola. Il numero 27, ancora una volta, ha letteralmente trascinato il Catania, accompagnandolo nella fondamentale vittoria di ieri pomeriggio per 3-1 contro un Catanzaro ora ultimo in classifica, ma sceso ai piedi dell’Etna per giocare una partita gagliarda, accesa ancor di più da una rivalità storica tra tifoserie.

Super Biagianti: 1 gol e 2 assist, Catanzaro al tappeto

Già dopo due soli minuti di gioco, il Capitano fa valere la sua legge: tocca proprio a lui portare in vantaggio il Catania, deviando sotto porta un cross di Djordjevic. Quando poi i suoi compagni hanno cominciato a soffrire, subendo il pareggio ospite di Diogo Tavares e non riuscendo ad esprimere un buon calcio, è toccato nuovamente a Biagianti entrare nell’azione del 2-1. Il 27 rossazzurro ispira con un traversone basso Mazzarani, bravo a freddare Grandi.

In un secondo tempo dove la tensione deflagra, con cinque espulsi (per il Catania i due difensori centrali Bergamelli e Drausio), è ancora Biagianti a ispirare Di Grazia: il folletto catanese, in ombra per tutta la partita, dà un segno della sua classe capitalizzando l’assist del capitano con una gran conclusione di destro. E’ il sigillo a una partita non giocata benissimo dagli uomini di Rigoli: qualche amnesia difensiva di troppo ha messo a repentaglio il risultato, mentre il solito super Pisseri ha blindato la sua porta turando qualsiasi falla difensiva. L’acquisto del portiere ex Monopoli è, al momento, una delle operazioni di mercato più felici dal rientro di Lo Monaco al comando gestionale della società.

Vero dunque che il Catania non sia ancora la perfetta macchina da guerra che i tifosi vorrebbero vedere, ma il riuscire comunque a vincere partite non ben giocate è incoraggiante: la squadra sembra infatti più combattiva e compatta rispetto alla sua sonnolente controfigura di inizio anno. Il percorso di crescita sembra dunque proseguire, considerando che il Catania non perde ormai da sette partite: lo sciagurato ko interno con l’Akragas, infatti, è l’ultimo passo falso per la truppa di Rigoli che  da allora viaggia in perfetta media inglese. Quattro vittorie su quattro in casa e tre pareggi in altrettante gare in trasferta: la zona playoff, finalmente, è stata agguantata.

Sotto col Francavilla, per sfatare l’ultimo tabù

Adesso occorre abbattere l’ultimo, grande tabù stagionale: i rossazzurri devono riuscire a conquistare il primo successo fuori dalle mura amiche. L’avversario con cui provare a farlo è la Virtus Francavilla, nona in classifica proprio a pari merito con gli etnei. Non sarà facile, date le squalifiche della coppia centrale Drausio-Bergamelli e la necessità di valutare un Djordjevic uscito malconcio dal terreno del Massimino: ma è proprio nell’emergenza che devono emergere i valori di una rosa costruita per puntare in alto, oltre difficoltà societarie e (comprensibili) mugugni ambientali.

Credits: Foto Filippo Galtieri

Leave a Reply

*