5 motivi per cui è difficile essere buoni cristiani e tifosi granata

Il connubio calcio e chiesa difficilmente funziona. Nella fattispecie il tifoso del Toro è tra i primi indiziati per la scomunica.

 Di seguito le cinque principali motivazioni che hanno portato a questa conclusione:

  1. Siamo consapevoli che, nonostante il vantaggio possa sembrare insormontabile, sarà difficile portarla a casa senza soffrire.
  2. I pasti sono sempre da far di fretta e furia, ma in cuor nostro sappiamo che basta azzeccare cinque minuti per tempo per vedere tutto. Sempre per quanto riguarda i pasti, quest’anno abbiamo la quasi certezza che l’intervallo duri almeno 45 minuti, e non 15 come per gli avversari. Tanto vale accendere il televisore con calma, dopo aver mangiato con altrettanta tranquillità.
  3. Se si perde puntualmente i maicuntent prendono vita e magicamente la squadra fa schifo.
  4. Se si vince i perbenisti, di cui faccio parte, si rianimano e la squadra è magicamente composta  esclusivamente da fenomeni.
  5. Nonostante il Toro giochi un’ottima partita o comunque sforni una prestazione al centro delle critiche nel post partita, se l’avversaria è una delle big, lo spazio dedicato alle interviste ad allenatore o giocatori scema come d’incanto.

Spesso e volentieri tra una birra e un panino l’imprecazione esce quindi quasi spontanea. Da qui la mia idea che essere dei buoni cristiani e tifosi granata sia molto difficile. Porgo quindi i miei più sinceri complimenti a chiunque riesca nell’impresa.

FVCG!

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