Curva rossoblu: quando Insigne esce dal campo

Una partita che valeva tre punti

Curva rossoblu: quando Insigne esce dal campo

Quando Insigne esce dal campo, sostituito, da avversario, mi alzo in piedi e batto le mani. Batto le mani perché è un giocatore straordinario, uno dei pochi giocatori italiani che mi emoziona veramente. Vederlo giocare e’ uno spettacolo. Patrimonio del calcio italiano e profeta in patria, cosa che per un calciatore credo possa rappresentare l’apoteosi, l’ho sentito fischiare più di una volta. A casa sua.

E allora vorrei fare sapere che lezioni di tifo e appartenenza, qui a Bologna, non le prendiamo proprio da nessuno.

E se per una sera, per una serie di combinazioni astrali, ne prendiamo 7 e ci rimaniamo di merda, sapete cosa facciamo? Aspettiamo il novantesimo e al novantesimo facciamo il coro più lungo e sonoro che le nostre gole ci permettono, e sosteniamo i nostri colori. Da tutti i settori, distinti, tribuna e soprattutto la curva. E i giocatori sotto la curva ci vengono, a capo chino, come a scusarsi, ma ci vengono. E se anche ne abbiamo presi 7, qui la testa non la china nessuno.

Siamo bolognesi! Sempre!! E a Bologna succedono cose speciali.

La partita? Pronti via 0-2. Muovono la palla a una velocità illegale.

Esce Insigne e batto le mani. Vedo Hamsik fare uno a zero e girarsi verso la nostra curva con la faccia irriverente e non batto le mani. Ma come, Marek, uno con la tua faccia pulita? Brutta roba.

Sono passati 5 minuti e siamo già morti!

Eppure, come la formichina, ci mettiamo a lavorare e timidamente andiamo anche in casa loro e spunta un rigorissimo per noi su cui, apro parentesi: “Ma caro Massa, ma se non lo espelli li, quando lo espelli?” Tralasciamo. Ne abbiamo presi 7, dobbiamo stare zitti.
Sul dischetto va Destro. In infradito ciabatta su Reina. No, Mattia, così non va! Rompi la curva piuttosto.
Già graziato in occasione del rigore, Callejon, che vuole andare a fare la doccia a tutti i costi, scalcia Nagy a palla lontana e Massa questa volta non può esimersi. Superiorità numerica e voglia di provarci. Poi Massa….

Ennesima verticalizzazione partenopea, Mertens, a 30 metri dalla porta con 2 rossoblu accanto; Masina lo stende. Rosso. Chiara occasione da gol. Ma ne abbiamo beccati 7, dobbiamo stare zitti. Zitti anche su quel fallo che a trenta metri dalla porta si tramuta in una punizione dal limitissimo, ed è 3-0 perché Mertens tira e Mirante, ahimè, si scansa. Dobbiamo stare zitti.
0-3. E’ finita. Anzi, non è mai cominciata.

Primo tempo pirotecnico che finisce con gol di Torosidis che illude di poterla riaprire, e con Mertens che fa 1-4 e la richiude in un amen.

Sgombriamo immediatamente il campo: il Napoli è uno squadrone e gioca un calcio meraviglioso. Arriva a Bologna in uno stato di forma eccezionale (l’impegno Champions e’ alle porte) e col dente avvelenato per non aver fatto i gol che doveva fare al Palermo. Finirà 1-7 con tripletta per Mertens e Hamsik più un gol di Insigne. Faranno 9 tiri totali con 7 gol: rispettabile media dell’80%. Hamsik toglie 2 ragni dal sette e bravo lui, ma non riesce tutte le domeniche (si ma quella faccia sotto la curva….).

Quando Diawara esce dal campo….Diawachi????????

E allora oggi siamo lo zimbello d’Italia, gli opinionisti sogghignano, sono tutti molto divertiti.
Sono un tifoso! E da tifoso sono rimasto male, ma so che 7 goal su 9 al tiro si fa una volta nella vita, so che abbiamo commesso parecchi errori, so che Massa non ha inciso sul risultato ma ha sbagliato tutto, so che per quanto la figura sia mediaticamente terrificante, rimane una partita che valeva 3 punti e che qui finisce.

Ridano gli addetti ai lavori, ridano i fischiatori di profeti in patria, ridano tutti, accomodatevi. Ma abbiamo dato ancora una volta dimostrazione di diversità. Noi, col nostro blasone che ci vede ancora oggi essere una delle società più titolate d’Italia, né becchiamo 7 e cantiamo. E cantiamo anche mentre usciamo dallo stadio. Lo continueremo a fare. Lo abbiamo sempre fatto.

Ridete, fischiate, fate le facce brutte, fate quello che vi pare. Noi siamo diversi. Orgogliosamente diversi.

Rimarra’ la macchia sull’almanacco. Ce ne faremo una ragione molto in fretta. Ridete, ridete tutti finché potete….

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