Genoa, Mandorlini non merita il patentino

Genoa, Mandorlini non merita il patentino

Imbarazzante. Sono passate quasi due giorni dal derby della Lanterna perso dal Genoa e ancora mi chiedo come abbia fatto Mandorlini a non capire cosa fare nel secondo tempo. Nei primi 45 minuti il grifone, pur senza eccellere e creando una sola palla gol, è sempre stato in partita restando sempre accorto e concedendo poco alla alla Samp. Nella ripresa i rossoblù sono crollati fisicamente rimanendo inermi e dando ai blucerchiati l’opportunità di fare la partita senza mai provare a reagire. Cofie e Ntcham, oltre ai propri limiti e al crollo fisico di metà gara, hanno dovuto giocare sotto la spada di Damocle rappresentata dal rischio di un secondo cartellino giallo mentre Pinilla ha disputato l’ennesima prestazione imbarazzante culminata nel goal divorato nel primo tempo e ben sintetizzata dalla sua abitudine di mantenere le mani sui fianchi, da sempre sinonimo di stanchezza. Mandorlini non rinuncia mai al cileno perché pensa in questo modo di poter sopperire all’assenza di un’idea di gioco lanciando lungo sull’unico giocatore con certe caratteristiche presente in rosa. Ma Pinilla non è Toni, non lo è mai stato né tantomeno lo è in questo momento e, in fin dei conti, se in carriera ha fallito quasi ovunque, un motivo ci sarà.
Dopo 45 minuti la squadra rossoblu è crollata fisicamente e l’unica possibilità sembrava quella di operare dei cambi, specie in mezzo al campo. Sembrava, appunto. Sembrava per tutti meno che per Mandorlini che ha dimostrato un’imbarazzante incapacità di lettura delle partite aspettando il 31esimo minuto del secondo tempo per inserire Palladino al posto di Lazovic (?!?) lasciando in campo i tre sopracitati.
Alle consuete domande dei giornalisti nel dopo gara l’ex allenatore del Verona ha risposto che la squadra è calata ad inizio ripresa e che è facile parlare con il senno di poi. Vero, ma per poter parlare bisogna prima agire e lui non lo ha fatto dimostrandosi in confusione sostituendo più volte i giocatori che si stavano riscaldando a bordo campo. Non sempre si può avere la fortuna di indovinare il cambio decisivo nel recupero, Per incidere su una partita un giocatore ha bisogno di tempo: inserire Taarabt e Morosini a ridosso del recupero è stato ai limiti del ridicolo.
Non ho speranze o obiettivi per questo finale di stagione, ne ho solo uno per la prossima: un vero allenatore ad inizio ritiro. Quello che oggi è seduto sulla panchina del Genoa ha dimostrato di non esserlo.

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