Cassani, ct Italia: "Marco Pantani è sempre nei nostri cuori"

Davide Cassani

Cassani, ct Italia: “Marco Pantani è sempre nei nostri cuori”

Davide Cassani, commissario tecnico della Nazionale, ricorda Marco Pantani, poi analizza con noi le carte italiane (e francesi) per il Tour de France

Il commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo, il 56enne romagnolo di Faenza Davide Cassani, è intervenuto alla puntata speciale di Radio Tifoso – Uniradio Cesena dedicata al ricordo di Marco Pantani. Alla trasmissione ha preso parte anche papà Paolo, il padre del “Pirata”, nonché il nostro esperto di ciclismo Stefano Manzi, che ha colto l’occasione per intervistare il tecnico azzurro in esclusiva per Destrosecco:

Buonasera Cassani, il suo ricordo di Marco Pantani…
“Le imprese di Marco Pantani me le ricordo io come se le ricordano tutti e la cosa più bella è ricordarlo per tutto quello che ha fatto, per tutte le emozioni che ci ha regalato. Il resto conta poco. Purtroppo non possiamo tornare indietro, dobbiamo solo guardare avanti e l’unica maniera per stare meglio è ricordare una persona per quello che ci ha regalato e quello che ci ha trasmesso. Se ancora oggi siamo qui a parlare di Pantani e se ancora al Giro d’Italia gran parte degli striscioni sono per Marco, vuol dire che è sempre nei nostri cuori; è sempre nei nostri ricordi perché è una persona che ci ha regalato soddisfazioni indescrivibili. Nel ciclismo di oggi, ma anche di domani, si parlerà sempre di Pantani, di quel corridore che arrivava da Cesenatico ed in salita staccava tutti e, soprattutto, appassionava la gente. Ancora adesso io sento tante persone che si sono avvicinate al ciclismo perché c’è stato Marco Pantani”.

Felice Gimondi, dopo 33 anni Marco Pantani, poi altri 16 anni con Vincenzo Nibali: secondo lei quanto dovremo aspettare per vincere nuovamente il Tour de France?
Abbiamo solo due corridori da corse a tappe, uno è Nibali che il Tour l’ha vinto, l’altro è Aru che ha tentato l’anno scorso di far classifica, ma proprio nell’ultima tappa difficile è saltato e non è riuscito ad arrivare tra i primi. Aru per vincere un Tour deve crescere ancora tanto, perché ci sono corridori attualmente più forti: anche se quest’anno cercherà di rivincere il Tour de France, Contador ha già diversi anni, ma uno come Quintana è giovane, anzi ha la stessa età di Aru, poi c’è Froome… Se togliamo questi due, Nibali e Aru, non vedo in questo momento corridori in grado di andare a vincere un Tour de France. Spero però che sia già nato un italiano che andrà a vincerlo, però la vedo dura. Pensa però i francesi che il Tour non lo vincono dal 1985 e sono messi peggio di noi…

Beh, Romain Bardet è abbastanza bravo…
Si, però Bardet deve crescere ancora un po’, nonostante sia già cresciuto molto l’anno scorso quando è stato davvero molto bravo. E’ un attaccante, un generoso. Ed in salita va molto forte. Poi ci sarebbe anche Pinot, che però quest’anno farà il Giro e non il Tour. Certo che quando devi confrontarti con corridori come Froome e Quintana non è facile…


Intervista di Stefano Manzi (Destrosecco) in collaborazione con Rinaldo Belleggia (Uniradio Cesena)

Immagine tratta dal sito www.gazzetta.it

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