I film "Una Storia semplice" su Anna Rita Sidoti proiettato al Cinema Beltrade a Milano

“Una storia semplice”, la storia di Anna Rita Sidoti

Alla proiezione al Cinema Beltrade presenti il regista Giuseppe Garau, l’autore Goffredo D’Onofrio, la campionessa Erica Alfridi, l’allenatore Pietro Pastorini e tanti compagni di avventure di Anna Rita

Semplice come Anna Rita, moglie, madre di 3 figli, campionessa mondiale. Dal piccolo paese di Gioiosa Marea, in provincia di Messina, alla vittorie al Mondiale di Atene. Anche due ori e un bronzo agli Europei, primo posto agli Europei Indoor, ai Giochi del Mediterraneo e un argento alle Universiadi.

Il film racconta la persona di Annarita: madre, atleta, compagna di squadra. I suoi aneddoti, le sue gioie inaspettate, i suoi allenamenti con una tempra infaticabile, la malattia che l’ha portata via.

E’ un crogiuolo di emozioni: dalla gioia del Mondiale dei 10 km di marcia. Ad Atene non doveva neanche andare. Ma lei decise comunque di allenarsi e correre. Era agosto, poteva andare a rilassarsi al mare ma lei sapeva che sarebbe andata alle Olimpiadi. Non era stata scelta dal selezionatore perché era fuori condizione. E quando vinse, risuonò l’inno nazionale, le compagne di squadra che piansero per la gioia, lei imperterrita, fiera. Una grande donna.

Ma di fisico era piccolina, alta 1 metro e cinquanta, correva contro donne statuarie. Nel 1998 partecipò anche al film “Le complici” come attrice, e le compagne di squadra ricordano come anche al cinema mise la stessa perseveranza che usava in pista per ottenere il massimo del risultato.

Al Cinema Beltrade, abbiamo avuto l’occasione di vedere “Una storia semplice”. Vari temi si intrecciano: il marito Pietro che l’attende. Annarita madre di tre figli che nel ruolo di madre è attenta ma sa anche scherzare e divertirsi come ricorda la compagna di squadra e campionessa Erica Alfridi, presente anche lei alla proiezione del film. “Non bisogna mai arrendersi” si ricorda questa celebre frase di Annarita. Anche quando la malattia, la colse nella gravidanza del settimo mese del suo terzo figlio. Quel nodulo si trasformò in una malattia durata oltre sette anni.

Dario Falcini de “Il fatto quotidiano” introduce Pietro Pastorini, allenatore della Nazionale e compagno di mille ritiri con Annarita. “Come dobbiamo chiamarla?” chiede il presentatore – “Mister? Coach?” “Chiamatemi Maestro” esordisce. Ci racconta due aneddoti.
Anna Rita aveva riunito tutti e aveva deciso di organizzare una cena, voleva tutti. Fu l’ultima volta. Lei non lo sapeva ma fu una festa.
Secondo racconto. Erano in Colombia, ad alta quota, a quell’altitudine è difficile cuocere la pasta al dente come a Gioiosa Marea. Lei la voleva comunque “Non c’è niente” ma c’era pollo, formaggio, lei voleva la pasta non i “bomboloni”, la pasta al forno con una strana forma circolare che poco aveva della cucina tradizionale

Il gruppo fa vincere le atlete. Biagio d’Angelo ci racconta come la marcia sia uno degli sport più femminili. Alla serata erano presenti tanti atleti della Nazionale, è il bello dello sport che unisce. A Spalato nessuno si aspettava Annarita. C’erano tre atlete fortissime, all’entrata in pista nessuno neanche pensava che lei sarebbe stata tra le prime. E vinse. Fu un trionfo. Poi i momenti in cui è difficile ripetersi. Ma lo sport è così: alti e bassi anche per i campioni. E lei vinse anche nella vita creando una famiglia.

La proiezione al cinema Beltrade – da sinistra a destra Giuseppe Garau (regista), Pietro Pastorini (l’allenatore), Erica Alfridi (atleta), Biagio d’Angelo, Goffredo d’Onofrio (autore), Dario Falcini (Il Fatto Quotidiano)

Giuseppe Garau, regista e Goffredo d’Onofrio, ricordano quanto sia stato facile mettere assieme un materiale umano così elevato, intenso. Quanto sia stato bello ascoltare le testimonianze dei compagni di squadra, atleti, amici, compagni di vita. Erica Alfridi che ha condiviso con lei tante vittorie ne ricorda il valore. In “Una storia semplice” docu-film di 51 minuti già premiato all’Overtime Festival si racconta lo “scricciolo d’oro” dello sport italiano, come la definì Candido Cannavò.

Anna Rita Sidoti, una donna, una madre, un esempio.

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