Prima "classica monumento" per Van Avermaet che trionfa a Roubaix

Prima “classica monumento” per Van Avermaet che trionfa a Roubaix

Van Avermaet vince la Parigi-Roubaix

E’ proprio l’anno d’oro del campione olimpico Greg Van Avermaet che dopo Omloop, Herelbeke e Wevelgem vince anche la Parigi-Roubaix, suo primo “monumento”

Una delle Roubaix più selettive degli ultimi anni vede trionfare il belga Greg Van Avermaet (BMC Racing), che corona così un avvio di stagione strepitoso nel quale aveva già vinto le semi-classiche Omloop Het Nieuwsblad e GP Herelbeke e la classica Gand-Wevelgem. Il trionfo del campiona olimpico nel prestigioso velodromo di Roubaix è il primo successo in una “classica monumento” (ristretto gruppo di corse che oltre alla Roubaix include Sanremo, Fiandre, Liegi e Lombardia), un successo che senza dubbio vale una carriera.

Grazie al bel tempo che ha reso un po’ meno insidiose le pietre dell’Inferno del Nord ed al vento che ha spirato a lungo in senso favorevole alla marcia dei corridori, abbiamo assistito ad una Parigi-Roubaix molto veloce e per questo molto selettiva, visto che già nella Foresta di Arenberg (95 km dal traguardo) il gruppo principale si era già nettamente assottigliato a 70-80 corridori. Da lì in poi è stato un continuo rimescolamento di carte e progressiva riduzione del numero di corridori in grado di vincere la Regina delle Classiche. In una giornata che ha visto gli italiani protagonisti (ottime le prove di Matteo Trentin e Daniel Oss in appoggio ai capitani e di uno strepitoso Gianni Moscon quinto al traguardo), si arrendono via via i grandi favoriti delle vigilia che faticano ad emergere dai vari settori di pavé ed esauriscono le energie a traguardo lontano. E’ il caso di Tom Boonen, all’ultima corsa della sua strepitosa carriera nella quale di Roubaix ne ha vinte 4 (record assoluto condiviso con Roger de Vlaeminck), dello sfortunato Peter Sagan che fora sul più bello, di John Degenkolb e Alexander Kristoff, che non hanno più le gambe quando parte l’azione decisiva.

Dopo una splendida cavalcata solitaria di Daniel Oss, che consente al capitano di starsene tranquillo a ruota, la selezione decisiva avviene al Carrefour de l’Arbre, l’ultimo settore di pavé contrassegnato con 5 stelle, i più difficili (Carrefour appunto, Foresta di Arenberg e Mons en Pével): è proprio Greg Van Avermaet ad attaccare, portandosi dietro i soli Zdenek Stybar e Sebastian Langeveld, mentre a pochi secondi restano ad inseguire Jesper Stuyven e Moscon che rientreranno solo sul rettilineo finale, senza tuttavia poter incidere sullo sprint conclusivo. Tutti gli altri sono battuti, stroncati dai chilometri, dalla polvere e dalla velocità con cui sono stati affrontati i 20 settori di pietre della corsa più anacronistica del panorama mondiale. All’ingresso nel velodromo dove si conclude la fatica e si assegna il titolo, le gerarchie sono piuttosto chiare e a nulla vale il tentativo di Stybar di anticipare Van Avermaet che invece fa bene i conti e vince piuttosto agevolmente. Come detto in precedenza, Gianni Moscon è ottimo 5° (nonostante una caduta nelle fase iniziali di corsa) alla sua seconda partecipazione e potrebbe essere la speranza italiana per le prossime edizioni.

Un successo fortemente voluto e pienamente meritato per Van Avermaet, il corridore dell’anno, capace di competere ad armi pari (anzi, finora è lui in vantaggio) con il campione del mondo Sagan che per ora ha raccolto solo le briciole. Una giornata memorabile anche per Boonen che non ha vinto la sua quinta Roubaix, ma che ha ricevuto il saluto ed il tributo di migliaia di persone lungo le strade e nel velodromo, gremito di suoi tifosi accorsi per assistere alla sua ultima corsa da professionista (4 Roubaix, 3 Findre, un Mondiale ed un centinaio di altre corse nel suo ineguagliabile palmarés).

Concluse le “classiche delle pietre” si apre la “campagna delle Ardenne” con tre prestigiose corse nel breve volgere di una settimana: Amstel Gold Race nel Limburgo olandese domenica prossima, Freccia Vallone con il temuto Mur de Huy mercoledì, Liegi-Bastogne-Liegi la domenica successiva come ultimo “monumento” di primavera.


Foto di Tim de Waele (DTWSport) tratta dal sito www.cyclingnews.com

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