ABBRACCIO ROSSONERO : RAIOLA TIENE IN "OSTAGGIO" IL MILAN

ABBRACCIO ROSSONERO : RAIOLA TIENE IN “OSTAGGIO” IL MILAN

Ci siamo. Non è ancora finita la stagione, il closing si è concretizzato da poche settimane, che già iniziano i tira e molla e le “minacce” di Raiola riguardo il suo assistito numero uno in Rossonero: Donnarumma. Che rinnovare sarebbe stato ostico si sapeva, ma dover scendere a compromessi con un procuratore, non è da Milan. Nemmeno, però, da società di calcio in generale.

Ormai i soldi comandano in ogni settore e anche il calcio non può certo sottrarsi a questa dura legge. Sono giorni caldi in casa Milan a causa del rinnovo di Gigio Donnarumma. Peccato, però, che il suo procuratore sia un vero “rapace” dei contratti: Raiola. Uomo in grado di vendere i suoi assistiti (Pogba su tutti) a cifre spropositate grazie a una sua continua campagna al rialzo. Perché parlando onestamente, tutti quei milioni, vedendo l’attuale rendimento, non li vale affatto.

Da una parte gli si potrebbe anche dare ragione, se le regole lo permettono e c’è chi è disposto a pagare l’euro in più dell’altro per accaparrarsi un suo assistito, verrebbe da dire: beh, dove sta il problema?  Sta nel fatto che ha totalmente snaturato il mercato, rendendo le società ostaggio di minacce di trasferimento e simili. Lui è infatti il primo a portare le offerte a una vera e propria asta al rialzo e da tutta questa situazione, lato economico a parte, chi spesso paga è il calciatore diretto interessato. Spesso arriva dai nuovi compagni come pezzo pregiato e sotto ogni tipo di riflettore. In definitiva, rischia di caricare troppo il calciatore di responsabilità che non dovrebbe avere.

Raiola in una delle sue “tipiche espressioni”

Cercando invece di capire meglio la situazione del portierone Rossonero, perché Raiola accetti di dialogare e di intavolare anche un semplice discorso di rinnovo, viene richiesto tassativamente che ci siano garanzie di acquisti e un progetto serio. Fin qui ci potrebbe anche stare, non fosse per il fatto che si sta parlando di un ragazzo di diciotto anni, età in cui alti e bassi ci possono essere. Questo mi fa pensare che Donnarumma sia sì assistito da un vero professionista dei numeri, ma non so quanto ha davvero a cuore la crescita di questo portierone. E’ palese che un’annata storta, magari all’estero, può minare la carriera del potenziale futuro numero uno mondiale.

Quello che mi sembra ancora strano è che la famiglia di Gigio non si sia  schierata apertamente a favore del figlio in prospettiva futura. Spero vivamente che possano essere lungimiranti e capire che per diventare il migliore al mondo è necessario anche un particolare percorso di crescita oltre al talento. Un po’ come Buffon che crebbe definitivamente al Parma prima di accasarsi alla Juventus e diventare quello che tutti oggi conoscono. La mia speranza è questa: che Gigio dia prova concreta del suo amore per il Milan, mettendosi di traverso, se possibile, tra le folli richieste di Raiola e quello che il suo cuore comanda, almeno a detta sua. Io “prego” e credo che alla fine difenderà ancora i nostri colori, ma nel calcio odierno si sa: mai dire mai…purtroppo.

 

 

 

 

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