A Fraile il temutissimo "tappone appenninico"

A Fraile il temutissimo “tappone appenninico”

GIRO D’ITALIA – Lo spagnolo Omar Fraile vince la Firenze-Bagno di Romagna, una tappa chiave della corsa, caratterizzata da oltre 3.000 metri di dislivello

Da Gino Bartali a Marco Pantani, da un mito all’altro attraverso la Toscana e la Romagna, su e giù per le foreste casentinesi fino a valicare il Monte Fumaiolo e subito lanciarsi in picchiata sul traguardo. Una tappa che non delude le attese, la 11^ da Firenze a Bagno di Romagna, che regala emozioni e sorprese con i suoi 3.000 metri di disivello da superare in appena 161 chilometri. Una frazione che alla fine premia il più forte, che oggi è anche il più coraggioso. Lo spagnolo Omar Fraile trionfa infatti nella cittadina termale romagnola dopo una fuga di quasi 150 chilometri, con una compagnia variabile, all’interno della quale però il corridore della Dimension Data è stato la costante: rima con Mikel Landa sui primi tre gpm di giornata (Consuma, Calla e Carnaio), poi con Pierre Rolland sulle durissima rampe del Fumaiolo ed infine con un gruppetto di tre, in compagnia del temibile Rui Costa, nel velocissimo finale. Alla fine però è giustamente lui vincere la volata a ranghi ristretti su un rettilineo di arrrivo piuttosto anomalo, prima in leggera salita e poi in leggera discesa, che poteva indurre in errore chi si fosse mosso troppo in anticipo.

La corsa non si è però esaurita con la vittoria di tappa, visto che alle spalle dello spagnolo si è mosso a lungo un gruppetto nutrito di attaccanti (inizialmente 25, poi man mano scrematosi) del quale facevano parte corridori importanti quali Andrey Amador (11° al traguardo ed ora 6° in classifica generale), Tanel Kangert e Dario Cataldo, oltre all’attaccante indomito Giovanni Visconti, poi quinto sul traguardo. A fare le spese del ritmo indiavolato che ha caratterizzato la corsa sono stati soprattutto Geraint Thomas e Steven Kruijswijk, che perdono le ruote degli altri big nell’ultimo tratto del Fumaiolo e non riescono più a rientrare, perdendo quasi un minuto dalla maglia rosa Tom Dumoulin, abile nel gestire la sua squadra. E’ invece bravo Vincenzo Nibali che prova anche un paio di allunghi, prima in salita e poi in discesa, prontamente imitato da Thiebaut Pinot che però non spaventa né il leader, né l’imperscrutabile Nairo Quintana, oggi passivo vista la presenza di ben tre compagni nel gruppo dei contrattaccanti.

Una giornata molto spettacolare, anche per il numerosissimo pubblico che ha affollato le strade dell’Alta Romagna, nutrito come non mai ed alla fine ripagato da una frazione all’altezza delle attese, con un degno vincitore come Fraile.

12^ Tappa: Forlì – Reggio Emilia (km 229)

Dopo due giorni davvero impegnativi, ecco una tappa che presenta qualche difficoltà iniziale, ma che nella seconda parte diventa estremamente semplice con sola discesa e pianura per un arrivo favorevole ai velocisti. Partenza da Forlì e strada che dopo qualche chilometro inizia a salire verso il valico che divide la Romagna dalla Toscana, per poi scendere verso il traguardo volante di Barberino del Mugello, dove la corsa imboccherà l’autostrada A1. Il Valico Appenninico è l’ultimo, semplice, difficoltà giornaliera, visto che poi seguiranno 120 chilometri velocissimi che consentiranno alle squadre degli sprinter di recuperare diversi minuti agli eventuali fuggitivi. L’arrivo a Reggio Emilia è completamente pianeggiante, su strade larghe e lascia presagire un arrivo in volata a ranghi compatti.


Bettini Photo tratta dal sito www.cyclingnews.com

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