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Sfumature bianconere: La signora delle aquile

Finalmente ecco arrivato il primo trofeo della stagione. Per molti versi il più difficile, certamente non perché la Lazio sia superiore al Real Madrid o perché si giocasse a Roma “quasi fuori casa”, ma perché con il campionato a un passo e la finale all’orizzonte le motivazioni e gli stimoli potevano essere meno forti.

Sfumature bianconere: Non è stato così e la risposta dei nostri sul campo è stata grande.
Di solito nelle finali, benché sia un gioco fine a se stesso, commentare l’approccio e lo sviluppo tecnico e tattico, in questo tipo di gare, ha senso solo per il risultato.

Ma questa finale serviva anche come prova per Cardiff. I ragazzi erano chiamati a rispondere con personalità ad un periodo in cui i risultati stavano mancando e ancora di più erano chiamati ad affrontare nel migliore dei modi una finale dopo che le precedenti in coppa Italia di due anni fa e dell’anno scorso, la finale di champions contro il Barcellona e la partita persa col Milan a Doha, avevano palesato i limiti di questa squadra che non riusciva ad esprimere tutto il proprio potenziale nelle partite secche.

Bene la Juventus contro la Lazio ha mostrato maturità anche sotto questo aspetto, non facendo cose fenomenali, ma esprimendo sul campo la differenza con la squadra dell’ottimo Simone Inzaghi.

Dopo un inizio in cui la Lazio ha cercato di sorprendere i bianconeri con un contropiede che ha dato più di qualche brivido, la Juve ha fatto la Juve: doppio vantaggio, Lazio stordita e pilota automatico inserito fino a fine gara. Certamente nel secondo tempo la Juventus ha rischiato in qualche occasione, ma ci sta col doppio vantaggio e con la consapevolezza di essere superiore di lasciare qualche spazio agli avversari.

“Se la Juve lascia questi spazi al Real Madrid prende gol sicuramente”, si potrebbe dire, ma lo si diceva anche a proposito del Barcellona dopo la partita col Napoli. La verità è che ogni partita alla sua storia, ma l’aver affrontato una Lazio, che è un’ottima squadra, in una finale, con lo stesso piglio dominante delle partite di campionato è un ottimo segnale.

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Primo trofeo stagionale messo in bacheca e pronti per chiudere anche il discorso scudetto in casa contro un Crotone che, seppur in forma e motivato, non ha obiettivamente la cifra tecnica adeguata per impensierire i bianconeri.

Chiuso il campionato ci sarà tempo e modo per recuperare le forze e preparare al meglio la Partita (quella con la P maiuscola).

Infine non si può dedicare una menzione speciale a Dani Alves, uno che quando le partite sono determinanti, parafrasando Flavio Tranquillo, “sente l’odore del sangue, azzanna la giugulare!”

P. S. Tra parentesi avrebbe fatto anche il gol scudetto a Bergamo se la Juve non avesse pasticciato dentro la propria area a un minuto dalla fine..

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