Dumoulin vince a Oropa e consolida la leadership

Dumoulin vince a Oropa e consolida la leadership

GIRO D’ITALIA – Tom Dumoulin in maglia rosa fornisce una bella dimostrazione di forza agli avversari vincendo la 14^ tappa con arrivo a Oropa

Il primo esame dopo la conquista della maglia rosa è superato a pieni voti da Tom Dumoulin, che sulla salita di Oropa prima si difende in maniera egregia dagli attacchi di Nairo Quintana, poi parte al contrattacco e si aggiudica tappa ed abbuono, incrementando così di altri 24″ il suo vantaggio sul colombiano. E’ ancora troppo presto per affermare che l’olandese può vincere il Giro d’Italia, mancano ancora 18 salite, una mezza dozzina delle quali da mettere i brividi, ma oggi la “Farfalla di Maastricht” ha dato una bellissima dimostrazione di forza e la sua candidatura diventa terribilmente credibile.

La Castellania – Oropa, 14^ del Giro 100, è tappa piuttosto semplice da interpretare: 120 chilometri completamente pianeggianti che fanno da preludio alla scalata conclusiva, gli 11 chilometri della “salita Pantani” che decidono la frazione. Nonostante le pochissime possibilità di successo, nelle battute iniziali se ne vanno in tre, Sergey Lagutin, Natnael Berhane e Daniel Martinez, ai quali il gruppo concede pochissimo spazio. In effetti la fuga si esaurisce ancora prima di entrare a Biella, là dove inizia la salita che viene approcciata a fortissima velocità dal gruppo compatto. La selezione è immediata sotto il forcing della Movistar e della Sky, la prima per Nairo Quintana, la seconda per provare a vincere la tappa con Diego Rosa (bello il suo allungo a metà salita che però viene rintuzzato in breve) o Mikel Landa: il gruppo si sgretola, i gruppetti diventano via via meno numerosi ed alla fine i corridori arrivano in cima uno alla volta. A 4 chilometri dalla vetta, esauriti tutti i compagni di squarda, Quintana attende il tratto più ripido ed attacca, guadagnando subito spazio, ma non tanto quanto ci si potesse aspettare: Dumoulin infatti non molla e senza mai alzarsi sui pedali, in piena progressione, chiude il gap, trascinando con sé Ilnur Zakarin e Mikel Landa che però nulla possono sullo scatto finale della maglia rosa che vince per distacco, lasciando il colombiano in leggera crisi a 14″. Vincenzo Nibali si difende come può e perde 43″, mentre è più pesante il distacco per Domenico Pozzovivo che arriva dopo 50″. Va appena un po’ meglio a Thiebaut Pinot e Adam Yates che però non hanno lasciato una grande impressione.

Ora Dumoulin ha quasi 4′ di vantaggio su Quintana ed il vantaggio psicologico (oltre che cronometrico, da quantificare) dell’ultima frazione contro il tempo di quasi 30 chilometri, nettamente più favorevole a lui che non all’avversario. Ma è anche vero che la prossima settimana si dovranno affrontare quattro durissime tappe alpine, nelle quali una piccola crisi potrebbe costare diversi minuti, visto che i “nemici” (o gli alleati, dipende dai punti di vista) si chiamano Mortirolo, Stelvio, Grappa e così via…

15^ Tappa: Valdengo – Bergamo (km 199)

Frazione interlocutoria prima delle grandi montagne, ma da non sottovalutare visto il finale tortuoso che ricorda una classica. Da Valdengo un lunghissimo tratto di “trasferimento” di 150 chilometri che conduce ai piedi del primo “trabocchetto”, il Miragolo San Salvatore, una salita non durissima, ma che presenta diversi tratti con pendenze vicine al 10%. Si scende brevemente e poi si sale di nuovo verso Selvino (salita piuttosto facile) ed in questo caso potrebbe essere la lunga discesa tecnica verso Bergamo a fare selezione. Il finale di tappa verso Bergamo Alta prevede uno strappo impegnativo che arriva al 12% di pendenza e che potrebbe decidere la corsa in caso di gruppetto al comando.


Foto di Tim de Waele / TDWSports.com tratta dal sito www.cyclingnews.com

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