Toro 2016- 17: una stagione triste e poco interessante

Toro 2016- 17: una stagione triste e poco interessante

Volendo fare un bilancio della stagione del Toro, “triste” è l’aggettivo che mi sembra più appropriato.Triste nel senso di poco interessante

TORO: COSA SALVARE DI QUESTA STAGIONE? 

Salverei sicuramente i due derby, giocati entrambi in maniera gagliarda dal Toro ed alcune belle prestazioni in casa ad inizio anno (le vittorie con Roma e Fiorentina in primis).

TORO: OBIETTIVO EUROPA LEAGUE SFUMATO VIA SUBITO

Verso la fine del girone di andata con tre sconfitte consecutive dalla quindicesima alla diciassettesima giornata, l’obiettivo Europa League è apparso irraggiungibile. Il colpo definitivo è avvenuto poi nelle prime due giornate del girone di ritorno: il pareggio casalingo contro il Milan e la successiva sconfitta a Bologna per 2-0 senza aver fatto un tiro in porta. Così gli ultimi quattro mesi di campionato sono stati poveri di stimoli.

Personalmente, all’inizio dell’anno non mi aspettavo molto di più, ma…qualcosa in più sì. Quantomeno lottare per l’Europa League sino alla fine. Il mister Mihajlovic  parla di stagione inferiore alle attese, ammette che non tutto ha funzionato al meglio e rimpiange i punti persi a causa dei rigori falliti. L’obiettivo resta, secondo lui, l’Europa League l’anno prossimo.

TORO: ROSA E NUMERI ALLA MANO

Numeri alla mano, credo che il problema principale del Toro quest’anno non siano stati i rigori sbagliati, ma i troppi gol subiti (ben 66!), mentre l’attacco si colloca al sesto posto con 71 gol realizzati. E’ peggiorata nettamente la qualità dei centrali difensivi con la partenza di Glik e Maksimovic , sostituiti da Rossettini (volenteroso ma modesto), Castan utilizzato pochissimo, Ajeti e Carlao non all’altezza; il trentaseienne Moretti è risultato di gran lunga il più affidabile.

Da salvare nel reparto arretrato Zappacosta, che ha saputo prendersi la nazionale e Barreca, che con un’altra dispozione tattica può crescere molto, seppur ha mostrato già velocità e doti tecniche.

In porta Hart ha alternato buone prestazioni a papere clamorose; l’impressione è che se avesse giocato al suo posto il vice Padelli non sarebbe cambiato molto.

I molti gol subiti derivano anche dal modulo di gioco troppo sbilanciato in avanti, con esterni più portati ad offendere ed un centrocampo leggerino (l’unico incontrista è Acquah, peraltro frenato da infortuni e  impiegato a singhiozzo); i giovani Benassi e Baselli sono stati discontinui (meglio il primo ad inizio stagione, meglio il secondo nel finale).

In attacco, Ljajic  è stato….il solito Ljajic, capace di grandi colpi quando è in giornata,ma troppo spesso abulico e ininfluente.

Iago Falque dopo un grande inizio ha visto ridurre moltissimo la qualità delle prestazioni; verrebbe da pensare ad un appagamento dopo aver ottenuto il contratto col Torino.

Non è riuscita la scommessa Iturbe ed il giovane argentino Boyè ha mostrato buone doti tecniche unite però ad una lentezza inadeguata al calcio odierno. Maxi Lopez è finito giustamente ai margini della rosa per il suo atteggiamento poco professionale

TORO: IL SUPER TOP DELL’ANNO – BELOTTI

Il top della stagione è stato ovviamente il gallo Belotti che con 26 gol e prestazioni di grande generosità ha conquistato la Nazionale e, sembra, l’attenzione di diversi club europei. Se il prossimo anno il Gallo volesse tentare l’avventura in un club di maggior prestigio  (e stipendio come minimo raddoppiato), come biasimarlo?

TORO: LA RICETTA PER IL FUTURO – LA LINEA VERDE GRANATA

Ovvio che la squadra dell’anno prossimo è tutta da costruire (e “Mister Plusvalenza” Cairo se riceverà offerte adeguate venderà, oltre a Belotti, qualcuno tra Baselli, Benassi,  Zappacosta e Barreca), ma il divario da colmare per raggiungere l’obiettivo Europa League non mi sembra poco. Io e credo molti tifosi granata saremmo disposti anche a lottare per sostenere la squadra, ma forse più che cercare rimpiazzi longevi e acciaccati, converrà riportare a casa i nostri gioiellini sparsi nel campionato cadetto. Su tutti i difensori Bonifazi che ha fatto un ottimo campionato nella Spal neopromossa e Chiosa quest’anno al Novara, i trequartisti  Aramu alla Pro Vercelli e Parigini al Bari.

A cura di Paolo Tamagnone

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