La tifointervista-Filadelfia: C'è entusiasmo nei milanisti, ma non si dimentichi la vecchia dirigenza

La tifointervista-Alessandro Filadelfia: C’è entusiasmo nei milanisti, ma non si dimentichi la vecchia dirigenza

Alessandro Filadeflia, assessore allo sport di Vermezzo e opinionista rossonero per la trasmissione Diretta Stadio di Italia Sette Gold, s’è lasciato andare ai nostri microfoni con tutto il suo tifo corposo

Caro Ale partiamo subito da un confronto fra le emozioni dello scorso anno e quelle di quest’anno, così in prima battuta?

Le emozioni sono tante, perché la campagna acquisti era ferma in questo periodo sotto la gestione di Galliani e Berlusconi, anche a causa di varie vicissitudini economiche, quest’anno il Milan in due settimane ha messo assegno 9 colpi. Si vede che c’è grande entusiasmo nei tifosi e i rinnovi degli abbonamenti sono partiti alla grande. Si stima una cifra intorno ai 50.000 abbonati, come non si vedeva da tempo. Il Milan ha voglia di ripartire, ma lo sappiamo che mettere insieme tanti giocatori nuovi non è detto porti a risultati immediati, però la fiducia c’è“.

Sembrerebbe che Fassone e Mirabelli stiano lavorando in combinazione con Montella, per cui si cerca di soddisfare le esigenze dell’allenatore. E’ una linea diversa rispetto alla gestione precedente, quando a decidere i giocatori, sopratutto fantasisti e trequartisti, erano Berlusconi e Galliani,mentre era l’allenatore che doveva adattarli al gioco e ai moduli tattici. La si può vedere come una cosa positiva o negativa?

Può essere positiva e negativa. Partiamo dal presupposto che Berlusconi era un grande scopritore di talenti ed è riuscito a portare al Milan campioni con cui ha vinto tutto. C’è da dire che l’allenatore, essendo tale, è giusto che la squadra la faccia lui. Ovviamente la nuova proprietà, quella cinese, ha messo persone che si spera portino risultati. E’ giusto che sia il mister a dare indicazioni sulle mancanze della rosa ed è ovvio che se i risultati non arriveranno, la colpa in primis sarà sua. Ma ricordiamo che Montella con una rosa scarna lo scorso anno ha fatto i miracoli“.

Montella è allenatore da Milan sì o no?

Montella è sì  un allenatore da Milan, è un buon allenatore. Certo, ovvio per squadre più blasonate come Real, Barcellona e Bayer ci sono allenatori completi, ma credo che potrà fare molto bene. D’altronde Montella è arrivato alla corte rossonera grazie a delle classiche buone annate con squadre di piccolo e medio valore, come spesso capita nel nostro campionato. Quest’anno è il caso di Di Francesco alla Roma a partire dai tre anni soddisfacenti con il Sassuolo. Poi, ovviamente, davanti a una piazza molto esigente, bisogna sapere dimostrare le cose“.

Sulla scorsa stagione, il Milan nella prima parte ha vissuto sensazioni molto belle a tal punto da poter ambire a un posto in Champions League, cosa impensabile e poi c’è stato un calo fisiologico e l’infortunio di Bonaventura, cosa ha inciso nell’andamento negativo di metà stagione?

Come ben sai le squadre di Montella hanno questa caratteristica, basta ricordarsi della sua Fiorentina. Partono a razzo nella prima parte, poi hanno un calo. Io già in trasmissione lo dissi e s’è avverato. Quest’anno, con l’impegno di EL, ho maggior preoccupazione, perché temo che il Milan possa ripetersi, con l’attenuante che la rosa dello scorso anno mancava di ricambi e se ci metti infortuni e altre sfortunate combinazioni, non avrai comunque mai la qualità della Juventus, undici in campo e undici in panchina“.

La partita che ti ha emozionato di più in positivo e in negativo dello scorso anno?

“Sicuramente in positivo il derby di ritorno, fotocopia al contrario dell’andata, ma pareggiare una partita in exstremis che era persa, è stata un’emozione grossa, nonché la chiave per l’access ai preliminari di Europa League. La più demoralizzante quella contro la Juventus per quella situazione ancora oggi anomala”.

Il giocatore che mi ha fatto brillare gli occhi per giocate, qualità tecnica ed esaltazione da tifoso?

Lo scorso anno i giocatori andavano, come si dice al bar dello sport, a spizzichi e bocconi. Quando avevano voglia di entrare in campo, abbiamo visto un ottimo Milan, in caso contrario abbiamo rivisto i fantasmi del passato. Se devo fare dei nomi  direi (colpo di scena dopo il mezzo tradimento estivo e le polemiche infuriate fra i tifosi) Donnarumma per la parata su Dybala in Supercoppa, poi mi è piaciuto Bonaventura, a tratti il discontinuo Bacca e il rimpianto che ho per adesso il mancato riacquisto di Deulofeu“.

Andiamo oltre il passato recente, fatto di closing e annate di siccità, come non chiedere ad Alessandro Filadeflia quale partita porterà per sempre nel suo cuore. Risposta scontata, no, si potrebbe dire nostalgica

La finale di Coppa dei Campioni Milan Steaua Bucarest 4-0, l’ho scelta, perché forse ero piccolino e Barcellona – Milan 0-4 , sopratutto perché dall’entourage blaugrana, Crujiff compreso, ci aveva già smontato ogni velleità di vittoria, del tipo cosa venite a giocare, restatevene a casa. Invece fu una vera lezione di calcio. Tanto è vero che a distanza di anni Perez ha dichiarato recentemente che l’antagonista al Real di sempre è il Milan“.

Si ritorna poi al vero tifoso, quello da curva e da stadio. Sembra che finalmente la curva dopo anni di abbandoni, divisioni e polemiche stia tornando unita, come vedi questa cosa?

“Io credo di sì, la curva sta tornando a farsi viva. E’ chiaro c’è da partire dal presupposto che le tifoserie estreme cambiano e si stanno affrontando i cambi generazionali, seppur ancora i capi trasmettono l’idea del vero tifo. Ovvio che negli ultimi anni il Milan non ha dato emozioni e successi.

Voglio spendere, tuttavia,  una buona parola nei confronti della vecchia società, onde non avere la memoria corta. Lo sappiamo tutti com’è questo calcio, se non puoi investire più nella società, il tifoso ci soffre e rimane male. I giocatori si comprano con i soldi, se non li hai, non puoi far nulla. Io penso che, al pari della Juve retrocessa, il Milan ha sempre riempito gli stadi anche in B e allora bisogna star sempre dietro la squadra, ma è ovvio che i tifosi del Milan abituati a vincere, hanno fatto grande fatica a non accettare di entrare nelle competizioni europee. Vedo che la curva, che da sempre sta vicino alla squadra, quest’anno si è riavvicinata di più e non si vedeva l’acclamazione di un giocatore come Bonucci da non so quanto tempo”.

Alessandro Filadelfia è anche un opinionista social? Possiamo ormai affermare che conta di più l’opinione del tifoso social rispetto a quello del tifoso dal vivo?

“Si guardo, seguo le pagine Facebook e i gruppi social del Milan. Penso che i social abbiano acquisito una grande fetta del mercato e quindi anche in diretta TV si avverte ormai la differenza per l’aspetto istantaneo e immediato. La gente può entrare dentro lo schermo attraverso la rete sociale e si esprime. Il tifoso prende l’opinionista come idolo e tante persone scrivono per volontà di partecipare pienamente. Prima c’era una telefonata, magari non prendevi la linea, magari non riuscivi a farti sentire, ora invece il tifoso è sempre lì a criticare o inneggiare alla propria squadra“.

Si chiude con il calciomercato. Un sibillino Filadelfia afferma che…

L’ho detto l’altra volta in diretta, il Milan ha fatto tanto, perché deve passare il turno. Mirabelli e Fassone dicono le cose apertamente a differenza del modus operandi di Galliani e sappiamo tutti che mancano le punte: una o due. Gli ingaggi e i costi del cartellino sono onerosi per questo ruolo, ora, essendo ancora a quattro settimane dalla chiusura, non si può considerare completa la costruzione Milan. Mi viene in mente una bellissima metafora edile. E’ un po’ come una bellissima casa dove manca il tetto e sarebbe un grande peccato se non ci fosse. Partenze di giocatori conclamati? Sì per ora escludo partenti importanti, poi ovviamente se si cede Bonaventura per un innesto di qualità internazionale, lo si può anche fare, ma il Milan oggi ha bisogno di una rosa ampia”. 

Salutiamo il nostro ospite e speriamo che il tetto della Casa Rossonera presto venga installato, per non dover correre il rischio di vedere cadere le fondamenta cinesi.

Ad ogni modo Forza Milan! parola di Alessandro Filadelfia

Leave a Reply

*