Dal Normalizzatore al Catalizzatore: Spalletti si è già preso l’Inter

Luciano Spalletti è già protagonista assoluto di questa Inter: il precampionato lo conferma

Si respira un’aria strana dalle parti di Appiano Gentile. Una quiete insolita, quasi noiosa per chi è abituato a vivere le polemiche 24/7. Da quando sulla panchina nerazzurra siede Luciano Spalletti, le cose sono andate via via normalizzandosi, vivendo un’estate che è filata via talmente liscia da far insorgere qualche timore.
Soprattutto in chiave mercato, dove si fatica a comprendere dove stia quel sottilissimo limite che separa una sessione oculata da una insufficiente. Fino ad ora l’Inter ha speso “tanto” (virgolette d’obbligo viste le cifre spese dagli altri) per giocatori poco sponsorizzati e, per questo, subito etichettati come inadeguati. Certo non aiuta un mercato in cui un po’ tutti stanno facendo pazzie, ma non sempre rivoluzionare la squadra e fare incetta di figurine aiuta ad ottenere qualcosa nell’immediato, e noi ne sappiamo qualcosa. Non aiuta affatto nemmeno la stagione appena trascorsa, il cui disastro generale ha distorto le valutazioni di una rosa non fenomenale, ma nemmeno da buttare come qualcuno potesse pensare.

Ciò che tutti sottovalutano è che le pedine sin qui arrivate sono state richieste e concordate da Spalletti stesso, e questo non può che essere un bene, perché di fatto è proprio il tecnico a dover forgiare la squadra. Niente richieste pazze, Spalletti ha preteso giocatori funzionali alla sua visione di gioco, e l’ingresso nel mondo Inter di Walter Sabatini ha dato una grossa mano in questo. I risultati si sono visti nel precampionato, in cui l’Inter ha vinto e convinto, anche se non tutti ne sono entusiasti. Questo perché è risaputo, “chi vince a luglio/agosto poi arranca durante l’anno”, ma se in estate raccogli solo magre figure, “è già disastro prima ancora di partire”. La verità è che i risultati in estate contano relativamente, l’importante è che la squadra costruisca una sua identità, ed in questo l’Inter di Spalletti sembra già a buon punto, persino fin troppo in anticipo rispetto ai tempi stimati. E a dirlo è un non-amante di Spalletti, più del personaggio che dell’allenatore.

Spalletti non si può definire un vincente, ma con lui un piazzamento utile è pressoché assicurato. E di questi tempi, sarebbe oro colato. Il carattere è quello che è, ma gli va dato atto di essere riuscito a fungere da catalizzatore delle attenzioni esterne, lasciando la squadra lavorare tranquilla senza preoccupazioni. Qualcuno lo ha definito il miglior acquisto dell’Inter proprio per questo. Per una volta sembra che dalle parti della Pinetina si abbiano le idee chiare, seppur queste arrivino da chi di fatto era una seconda (se non terza) scelta. In chiave mercato la squadra va ancora completata, soprattutto in difesa che è il reparto più scoperto (ed anche quello su cui Spalletti ha di solito più difficoltà). I tifosi attendono ancora un grande nome, perché un campione era stato promesso, ma arriverà solo a determinate condizioni. Mercato oculato insomma, su cui si nota la mano di Sabatini, con qualche classico acquisto dei suoi, più votato a fare plusvalenze future che a vincere (Emre Mor?). E proprio qui starà la sfida rispetto alle precedenti avventure del duo ex Roma: all’Inter c’è l’obbligo di vincere qualcosa di concreto, non per forza immediatamente, ma nel breve termine. E se le vittorie non dovessero arrivare, essere un catalizzatore può ritorcertisi contro.

Fonte immagine: Retenews24

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