Editoriale: Inter, tre punti ed un messaggio importante per i tifosi!

Editoriale: Inter, tre punti ed un messaggio importante per i tifosi!

L’Inter parte subito col piede giusto, rispondendo alle altre big. Ma se da un lato San Siro si conferma uno stadio da record con 55000 spetttori, dall’altro il “popolo nerazzurro” si spacca sul mercato. Non tutto il tifo è compatto. C’è chi, ancora oggi, storce il naso, per il mancato arrivo di un top player in nerazzurro.

In queste domeniche agostane molti saranno ancora al mare, a prendere gli ultimi scampoli di sole e a godersi gli ultimi bagni di questa estate 2017. Molti, ma non tutti, soprattutto a giudicare dal numero di presenti domenica a San Siro. Il colpo d’occhio era magnifico, stadio colmo di gente in almeno tre dei quattro settori. Qualche buco nel settore rosso, ma ad agosto ci può stare.

Il campionato è ripartito e con esso il solito treno di entusiasmi. Di aspettative. Di speranze.

Ai nastri di partenza la “nostra” Inter si presenta più competitiva, più agguerrita, anche se rifatta a malapena nel look. La tanto attesa rivoluzione dal mercato non è arrivata. Nessun nome altisonante, ma uomini utili al progetto. Nessun acquisto faraonico, nessuna spesa folle, solo profili attentamente visionati e poi comprati. Una pazzia per alcuni, una delusione per molti altri.

Domenica sera, prima di campionato, l’Inter era chiamata a dare una risposta forte, prima di tutto, ai propri tifosi.

Ebbene sì, perché c’è chi non si accontenta di un ottimo allenatore in panchina; di un progetto che sembra solido e quadrato; di una società che finalmente è riuscita a cancellare ogni traccia di debito e di un precampionato che, oltre alle vittorie, ha mostrato anche qualche sprazzo di idee.

A volte penso che il primo vero “male” di questa società siamo noi tifosi.

Veniamo da anni “tristi”, difficili. Anni in cui abbiamo preso solo batoste e abbiamo visto vincere sempre gli altri. Anni in cui siamo arrivati, al termine dei giochi, distanti, troppo distanti da coloro che ci precedevano in classifica.

A volte mi capita di sentire tifosi (o pseudo tali) lodare l’operato di altri dirigenti o di altre squadre, perché lì, beh lì, cacchio, comprano! Come per la prima di campionato, c’è stato chi ha scelto di non venire allo stadio o vedere l’Inter solamente perché non era “soddisfatto” della campagna acquisti, solamente perché non è stato fatto nessun “sacrificio” durante il mercato. Perché si è parlato tanto di Tizio e Caio, ma alla fine nessuno dei due è approdato in maglia nerazzurra. Domenica sera qualcuno ha preferito fare altro, ma non tutti, perché, alla fine, in tanti hanno deciso di seguire la propria squadra del cuore, da casa o allo stadio, perché l’amore per questi colori deve andare oltre il singolo giocatore. Al suo esordio in campionato l’Inter ha colto una preziosissima vittoria, rispondendo così alle vittorie di tutte le big, e mandando un segnale forte ai propri tifosi: bisogna crederci, tutti insieme, perché quest’anno ci sarà da divertirsi.

LA PARTITA – Sguardo alle formazioni e prima doppia sorpresa. Nagatomo e Brozovic titolari. Se per il primo una spiegazione più o meno plausibile ci può stare (bisogna concedere un po’ più di tempo a Dalbert per ambientarsi!), la scelta ricaduta sul centrocampista croato lascia un po’ tutti sbigottiti. Il numero 77 nerazzurro si accomoda tra centrocampo e attacco, al posto di Joao Mario.

Vecino vince il ballottaggio con Gagliardini e si posiziona sulla stessa linea di Borja Valero. Ai due ex della gara il compito di giostrare il gioco.

La formazione di casa parte da subito col piglio giusto. Al 5’ un lancio di Nagatomo trova pronto Icardi. Il capitano nerazzurro, fresco di convocazione con l’Albiceleste, crede in quel pallone, lo insegue e viene steso in area. Il direttore di gara si affida al VAR e decreta la massima punizione. Lo stesso argentino si presenta sul dischetto e non sbaglia. L’Inter affonda nuovamente il colpo dieci minuti dopo, Perisic dalla destra pesca Icardi che, da autentico bomber, realizza il raddoppio di testa. Viola annichiliti. Una sola squadra in campo.

La squadra di casa continua a macinare gioco ed occasioni, ma a turno i nerazzurri decidono di graziare Sportiello. Il doppio vantaggio, sembra, sopire gli uomini di Spalletti, che calano di intensità e regalano alla Fiorentina diverse occasioni.

Handanovic è strepitoso su Simeone nel primo tempo, mentre nel secondo neutralizza una conclusione di Babacar da fuori. Nel periodo migliore degli ospiti, a pochi minuti dal termine, Joao Mario, entrato al posto di Borja Valero, pesca con un cross perfetto Ivan Perisic, che tutto solo, in tuffo di testa, batte per la terza volta Sportiello. Si chiude con un netto 3-0 e tutti a casa.

LA STESSA INTER DELLO SCORSO ANNO? – Gran parte degli uomini scesi in campo appartenevano alla stessa rosa che lo scorso anno arrivò settima in campionato.

Le uniche novità erano Skriniar al centro della difesa, accanto a Miranda e il duo Vecino-Borja Valero sulla mediana. Il centrale slovacco è stato PERFETTO. Forse un solo errore durante tutta la gara, ma grande intelligenza, grande personalità e grande, grandissima gara. Di testa non ha perso un duello. Imperioso nello stacco e preciso negli interventi. Se si confermerà così solido domenica dopo domenica ci sarà poco da ridire sul suo conto.

Il tandem basso invece si dimostra di sicuro affidamento. Vecino è corsa, polmoni e intelligenza tattica. Non sbaglia un passaggio, non getta via un pallone in maniera banale, alleggerisce il gioco dalla pressione degli avversari… unico neo di una prestazione ottima, quel pallone calciato a lato. Magari nel rivedere i suoi ex compagni gli sarà tremata la gamba al momento di calciare.

Lo spagnolo invece è l’uomo che mancava al centrocampo nerazzurro. Suo il compito di accendere la luce. Suo il compito di fornire ossigeno ai compagni e dare fuoco alle polveri. Spalletti pretende che il gioco inizi dal basso, e il secondo tocco è quasi sempre dello spagnolo. Trova i tempi e gli spazi giusti. Cala un po’ con il passare dei minuti, esce nel secondo tempo, forse per un problema, ma quando sarà totalmente in condizione potrà essere lui il vero top player di questa squadra.

Per il resto la mano del tecnico si è già vista in precampionato e anche ieri sera l’Inter si è mostrata ai tifosi come un’unica identità, finalmente come una squadra. Sessanta minuti di dominio, la prima mezz’ora di dominio assoluto. Un inizio strombettante. Questo dovrebbe far piacere ai tifosi. Soprattutto a coloro che non fanno altro che criticare l’operato della società.

Qualche altro innesto arriverà. Nessun colpo ad effetto. Verrà puntellata una rosa che si è dimostrata già ampiamente competitiva, anche perché i grandi giocatori li abbiamo già in rosa: Handanovic, Perisic, Icardi. Non abbiamo nulla da invidiare alle altre squadre. E quest’anno possiamo contare anche sull’apporto di un signore allenatore.

Il prossimo step ci mette di fronte una grande squadra. Si va a Roma. All’Olimpico. Spalletti affronterà il suo passato, sono sicuro che farà di tutto per uscire da lì con i tre punti. Avere un tecnico con i giusti attributi è, di certo, la cosa migliore che potesse capitare a questa formazione. Addirittura meglio di avere tanti pseudo campioni strapagati sul mercato.

Quest’anno ripongo tanta, tantissima fiducia in questo gruppo, in questo allenatore, e aspetto, già con impazienza, gli scontri con i gobbi e i gonzi. Poi salire sul carro, a quel punto, sarà troppo tardi!

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