L'Inter gioca a Poker... Come le grandi squadre

L’Inter gioca a Poker… Come le grandi squadre

L’Inter di Spalletti continua a vincere e dopo il successo di Crotone non vuole fermarsi contro un Bologna tanto in difficoltà quanto mai da sottovalutare.

Dal poker all’all-in il passo è breve. A Crotone i nerazzurri in campo sembravano indossare una divisa da allenamento (comunque meglio del pigiama di un anno fa), ma l’impegno è stato tutt’altro che una partitella. Contro il Bologna bisognerà continuare sulla strada del sacrificio e non farsi attrarre dalla vanità. Come solo le grandi squadre sanno fare.

SOFFERENZA IN TRASFERTA

Se c’è una cosa che non è mai mancata nel DNA nerazzurro è quella di saper soffrire. Quando però un gruppo riesce ad incanalare la sofferenza trasformandola in un punto di forza, allora vi sono le basi per costruire una grande squadra. Le big, quelle che vincono i campionati ed ambiscono alle posizioni importanti, sanno soffrire quando le cose si mettono in salita ed attendere il momento propizio per sferrare il colpo decisivo. E’ proprio quello che sta insegnando Spalletti ai suoi, che in trasferta sembrano avere qualche difficoltà in più rispetto a San Siro, ma che sia a Roma, sia a Crotone, hanno portato a casa la vittoria con sacrificio e cinismo, regalando al tabellino forse anche un margine bugiardo. Contro il Bologna si giocherà ancora in trasferta, prepariamoci a soffrire.

MURO DIFENSIVO

Le grandi squadre, si sa, si costruiscono prima di tutto da dietro. E l’Inter sembra aver risolto i suoi problemi in difesa rispetto alla scorsa stagione. Merito di Skriniar, ormai quasi neanche più rivelazione, tanto da aver già fatto dimenticare il prezzo speso per il suo cartellino. Nell’occasione si è trasformato in goleador, sbloccando un match complicato fino a quel momento. Merito anche del suo nuovo fido compagno Miranda, tornato ad esprimersi ai suoi livelli. Merito anche e soprattutto di Handanovic, che a Crotone è tornato Batman, in grado di disinnescare ogni attacco avversario su cui i compagni non sono riusciti a chiudere. E Spalletti se lo gode.
Se poi Dalbert e Cancelo si inseriscono in fretta, la difesa può passare da punto debole a punto di forza.

IL COLPO DEL SINGOLO

Nel cinismo vi è anche una componente individuale. Le grandi squadre hanno grandi giocatori con colpi imprevedibili. Quelli che quando le cose si mettono male ti tolgono le castagne dal fuoco. A Crotone è stato Ivan Perisic, letteralmente rivitalizzato dopo un’estate da partente imminente. Il croato è sempre decisivo, con gol o assist. Prima di lui Icardi; con il Bologna a chi toccherà?

TURNOVER SI O TURNOVER NO?

Alla chiusura del mercato era evidente a tutti un fatto sulla rosa dell’Inter: la coperta è corta. Poche alternative ai ‘titolarissimi‘, nella speranza che nessuno preda un raffreddore. Poi tutti hanno realizzato che forse tanto corta non è se hai solo una competizione e mezza da affrontare. E i turni infrasettimanali? Sono pochi, è vero, ma non per questo meno insidiosi. Ora il dilemma di tutti gli allenatori, soprattutto quando le cose vanno bene: si cambia e si fanno rifiatare i titolari o squadra che vince non si cambia? Problemi che tutti vorrebbero avere finché le cose vanno bene. Chiedere a Donadoni se non farebbe volentieri a cambio con Spalletti viste le numerose assenze. Ma va ricordato che il campionato è una maratona, non uno sprint…

Fonte immagine: Retenews24

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