Milan: fin qui possiamo dire bene… ma non benissimo

L’espressione più in voga del momento, riconoscibile in ogni post pubblicato sui social, potrebbe descrivere al meglio l’inizio del campionato del Milan: “Fin qui bene… ma non benissimo”.

Ci si aspettava un Milan competitivo sin da subito grazie alla campagna acquisti faraonica e bisogna ammettere che le aspettative non hanno deluso: 12 punti conquistati, 4 vittorie su 5 partite giocate, e un cammino impeccabile in Europa, segno che un cambiamento di mentalità c’è stato rispetto allo scorso anno.

Ottimo lavoro da parte di Montella durante questi primi mesi di stagione che, con dieci giocatori nuovi in rosa, ha saputo riorganizzare il modulo tattico della squadra e ha saputo dare un’identità al gioco del Milan. Ma, come molte volte capita, non è tutto oro ciò che luccica perché bisogna anche dire che in Europa abbiamo affrontato squadre che certamente sono di categoria inferiore e in campionato alla prima vera prova di forza siamo andati in difficoltà sciogliendoci come neve al sole.

Ieri sera, tra l’altro, non è stata una prova esaltante quella dei rossoneri. Davanti ad un folto pubblico (per essere un mercoledì sera), ha vinto grazie a due rigori contro la SPAL giocando a tratti in maniera confusa. E’ vero che si giocava a distanza di tre giorni dalla precedente gara; è vero che la difesa a 3 deve essere ancora digerita; è vero anche che far giocare a memoria dieci calciatori nuovi dopo un paio di mesi è pura utopia, ma ci si aspettava qualcosa di più.

Non sarà partito a “100 all’ora”, ma sembra decisamente una squadra diversa dalle passate stagioni 

Da tifoso sono soddisfatto di questo inizio di stagione perché vedo un gruppo unito e con la voglia di vincere tutte le partite senza snobbare l’impegno, come a volte capitava al Milan dei grandi, e questo è segno di una mentalità giovane e competitiva. Questa sensazione si avverte in tutto l’ambiente e il segno del cambiamento è l’affluenza allo stadio della gente, la voglia di partecipare a questa crescita, a questa nuova avventura. Si percepisce l’entusiasmo di un tempo e porta dietro con sé ricordi bellissimi di notti magiche.

Non sarà il Milan degli Olandesi, non saranno gli invincibili di Capello e non sarà il Milan di Carletto Ancelotti, ma diamo tempo a questi ragazzi di crescere e magari tra un paio di anni tra le formazioni imparate a memoria ci sarà anche il Milan di Montella.

Il Milan degli “invincibili

 

 

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