Candreva e il caso che non c'è

Candreva e il caso che non c’è

In casa Inter il più in difficoltà sembra Antonio Candreva, preso di mira dai tifosi; sarà riscatto nel derby?

I tifosi dell’Inter, si sa, non sono mai teneri nei giudizi. Vorrebbero sempre il meglio, anche abituati a vedere tra i più grandi campioni indossare i propri colori. Non basta vincere (anche se aiuta), non basta l’impegno. Se stecchi due volte di fila, vieni additato come un appestato. E l’ultimo di una lunga lista è Antonio Candreva.

Dalle stelle alle stalle

Quando Cndreva arrivò in nerazzurro, nell’estate del 2016, la critica era divisa tra chi pensava non potesse essere utile alla causa in quanto ormai in fase discendente e chi riteneva fosse un grande acquisto in quanto uno dei migliori esterni del campionato, nonché italiano. Il dibattito su età e cartellino durò poco, perché le prestazioni furono più che soddisfacenti, culminando con i due gol segnati in entrambi i derby.
Marcature stracittadine a parte, Candreva risultò poi essere uno dei pochi a salvarsi nella sciagurata stagione interista.
Ma la memoria è corta almeno quanto l’estate, e con l’inizio della nuova stagione il mondo pare capovolgersi completamente per Candreva. Titolare inamovibile anche nel 4-2-3-1 di Spalletti,l’ex Lazio sembra faticare a trovare la forma e la precisione ne risente, con un’infinità di cross sbagliati, la maggior parte dei quali calciati contro il difensore di turno.

Pazienza già terminata

I tifosi si spazientiscono quasi subito e iniziano a mugugnare, fin quando i mugugni non si trasformano in aspre critiche, fino ad arrivare ai fischi delle ultime uscite, soprattutto in fase di sostituzione. Candreva diventa il capro espiatorio, colui a cui addossare tutte le colpe, ergendolo a simbolo di tutto ciò che non va. “Inguardabili, Candreva è scandaloso, non è degno di indossare questa maglia, dovevamo accettare i 30 milioni del Chelsea e spedirglielo immediatamente, ennesimo errore di cui ci pentiremo“. E così via.

Tutto vero?

Ora, che Candreva sia fuori forma lungi da me volerlo negare, ma arrivare a metterlo in discussione a tal punto mi pare un’esagerazione. Anche perché a sentire certe analisi sembra di parlare della squadra di de Boer, invece l’Inter è attualmente seconda a pari merito con la Juventus, avendo perso solo 2 punti in totale. Non male per una squadra che puntava esattamente ad essere lì e che ripartiva con un nuovo progetto dopo un’annata disastrosa. Forse non perdere di vista l’obiettivo ed il punto di partenza sarebbe d’aiuto. La squadra fatica a imporre il suo gioco? Vero. Ed anche comprensibile essendo il campionato iniziato da un mese e mezzo. Il precampionato va messo in archivio. Candreva è in difficoltà? Assolutamente sì, ma essendo umano può attraversare dei momenti no ed essere fuori forma, questo non vuol dire che sia improvvisamente un brocco. Fino all’altro ieri su quella fascia scorrazzavano Schelotto e Ricky Alvarez, mica CR7; se ora ci mettiamo anche a discutere il valore assoluto di Candreva…

Disposizioni tattiche

Che poi diciamocelo: se Candreva avesse la possibilità di scegliere, sicuramente il suo gioco non sarebbe quello di fare avanti e indietro come un treno per buttare mille cross a partita verso Icardi. Se lo fa, e se continua a farlo, evidentemente ha ricevuto disposizioni da chi lo fa giocare. Alla Lazio il numero 87 era molto più libero di svariare, accentrarsi e tirare, non a caso segnava di più e risultava più imprevedibile. Anche perché se devi farti la fascia ad aiutare il terzino ad ogni azione e poi essere lì a crossare nella ripartenza immediatamente successiva, la lucidità la perdi abbastanza in fretta se non sei al top della forma. Ma l’impegno, tanto invocato dai tifosi, a quanto pare basta solo nelle parole, o forse nemmeno in quelle. La soluzione a tutto ciò potrebbe essere quella di tornare a giocare da trequartista come ad inizio carriera. L’Inter fatica a trovare un titolare inamovibile in quel ruolo tra gli elementi in rosa e Candreva ha le carte giuste per incarnare il prototipo del trequartista per Spalletti. Corsa, duttilità, fase difensiva, inserimento, tiro da fuori. Nainggolan docet.

Alternative

Il problema però si pone: se sposti Candreva, chi metti sulla destra? Karamoh? Quello che per i tifosi fino a due settimane orsono “Promettono Di Maria e alla fine arriva un ragazzino sconosciuto pure pagato caro, ma non era meglio uno dei nostri giovani a sto punto? E hanno dato via pure Gabigol per prenderlo” e che dopo lo scampolo contro il Genoa invece “fenomeno, altro che Candreva, hai visto che personalità? Che dribbling? Questo deve giocare sempre“. Certo, sarebbe un’ottima soluzione per fargli fare la stessa parabola a soli 18 anni e in appena due mesi. Che Karamoh abbia stupito non v’è dubbio, ma che possa essere subito pronto ad essere titolare ve ne sono parecchi. Lasciamolo crescere tranquillo. Al momento le alternative più quotate sarebbero uno scambio di ruolo con Joao Mario, che quel ruolo lo ha ricoperto spesso in nazionale, oppure Eder. Senza dimenticare Brozovic, eternamente alla ricerca di una collocazione. Oppure c’è Cancelo, da molti invocato come l’ideale, nonostante sia arrivato per fare il terzino e giocarsi il posto con l’altro che i tifosi stessi hanno sempre bastonato anche più del dovuto: D’Ambrosio.

Ma la memoria, appunto, è corta. E proprio per questo la soluzione migliore a tutto sarebbe un altro gol nel derby domenica, magari di quelli decisivi, di quelli dei suoi, per dimenticare tutto di nuovo, almeno per un po’.
In fondo questa settimana ci ha già preso confidenza.

Fonte immagine: Retenews24

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