F1 – Gp Brasile, race analysis

Vince Vettel, Hamilton dà spettacolo

F1 – Gp Brasile, race analysis

In Brasile vince la Ferrari. Quinta vittoria stagionale per Vettel, grande rimonta di Hamilton che decide di partire dai box, finirà quarto, ma vicinissimo al leader

San Paolo (BRA) – Voi ridete e scherzate sulla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali, ma parliamo per un attimo di cose serie. Hamilton partendo dai box di Interlagos è arrivato a 5 secondi dal vincitore?

Passi che la sua monoposto sia stata assettata esclusivamente per la gara uscendo dal parco chiuso, passi che sia stato agevolato dall’ingresso della safety-car, passi anche che il motore fosse nuovo di zecca e che Luigino volesse dimostrare di essere il più grande supereroe della Galassia di tutti i tempi. Ma la prova di forza è stata imbarazzante. Un chiaro segnale che in proiezione 2018 il Team Mercedes ha ancora un discreto margine su tutti gli altri team. Spremuta a fondo questa monoposto mette ancora tutta la concorrenza alle spalle. Per ora solo con Hamilton, ma in futuro chissà.

Ovviamente la mia speranza è quella di vedere un campionato combattuto fino alla fine. Poteva esserlo quest’anno se la Ferrari non si fosse autodistrutta in Asia.

Paradossalmente dopo Interlagos, dopo una vittoria Ferrari, la mia sensazione è che il Mondiale sarebbe comunque andato con agio ad Hamilton e che in Mercedes abbiano giocato, dopo Monza, un po’ come il gatto col topo. A pensare male si fa peccato ma si casca sempre in piedi.

Qui Ferrari

La vittoria di Vettel è comunque terapeutica per la Ferrari. L’avere centrato il quinto successo stagionale è il classico zuccherino che può fare lavorare più serenamente la squadra durante l’inverno, mantenendo la coscienza di essere l’avversario numero uno per la lotta all’iride e soprattutto, più nell’immediato, importante allontanamento di Bottas dal secondo posto in classifica.

E le Red Bull? Mah…

In Messico Max Verstappen sembrava guidasse un’astronave, addirittura in molti hanno gridato “all’evidente irregolarità” della sua RB13, forse in Brasile le parti “irregolari” sono state smontate, finendo durante la gara nella solita “terra di nessuno”.

Forse invece le caratteristiche del circuito messicano sposavano perfettamente i punti di forza della creatura di Milton Keynes mentre quello brasiliano no e ci dovremmo dare tutti quanti una calmata, compresi i commentatori delle TV?

Leggi qui la cronaca del Gran Premio

 

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