Editoriale nerazzurro - Inter, "aiutata" e culona. Non dicevano così?

Altre squadre ottengono aiutini da arbitri e Dea bendata, ma...

Editoriale nerazzurro – Inter, “aiutata” e culona. Non dicevano così?

Inter, una vittoria sfumata quasi sul gong, a pochi minuti dalla fine. Una zampata del Cholito a ristabilire la parità e smorzare il nostro entusiasmo per quella vittoria che stava materializzandosi. La formazione nerazzurra stava riuscendo a centrare il colpaccio a Firenze. Una vittoria che manca da troppe giornate, sarebbe potuto essere un inizio di anno e di girone di ritorno col botto, ma così non è stato. Ma andiamo a vedere il tutto nel dettaglio. Sarebbero stati tre punti meritati? In parte sì, perché non per forza nel calcio vince chi gioca sempre meglio. Non per forza a vincere è chi lo merita, quindi sì, l’Inter avrebbe meritato per una serie di motivi: era andata in vantaggio su un campo oggettivamente difficile; fino alla punizione di Biraghi non aveva mai rischiato troppo; ha avuto più volte la palla per chiudere il match ed infine, uscito Ranocchia, si è dovuta difendere con i denti e con un solo difensore centrale di ruolo. Ha provato a reggere l’urto anche in mezzo alla difficoltà del momento.

Ecco perché l’Inter avrebbe potuto meritare di vincere al Franchi. Ma alla fine il pari è il risultato più giusto, perché la Fiorentina, dopo aver subito la rete di Icardi, ci ha provato, ha spinto i nerazzurri indietro, creato qualche grattacapo alla retroguardia nerazzurra ed ha, poi, trovato il gol.

BENEDETTA SOSTA – Mai la sosta fu più desiderata. I nostri giocatori non ne hanno più. Fisicamente stremati, provati, scarichi. Per fortuna il campionato va in pausa, i giocatori potranno staccare, dedicarsi alle famiglie e poi tornare a lavorare per il proseguire al meglio (si spera!) la stagione.

Per fortuna. Perché alla ripresa l’Inter avrà un avversario scomodissimo da affrontare, in una partita che, classifica alla mano, risulterà cruciale per il destino di Inter e Roma.

Spalletti, dal canto suo, avrà la possibilità di ritrovare un gruppo più “riposato” e cercherà di approfittare di questi giorni per recuperare qualcuno degli infortunati, senza dimenticare il capitolo mercato. Arriverà qualcuno da qui a due settimane? Chi lo sa!

CRISI O NON CRISI? Noi non stiamo passando certamente un momento florido, ma in altri luoghi la musica non sembra essere molto diversa da quella suonata ad Appiano. Se andiamo ad analizzare le ultime prestazioni (e con esse anche i risultati) dei nerazzurri vedremo che nelle ultime cinque partite di campionato l’Inter ha pareggiato contro la Juventus a Torino, con la Lazio a Milano e con la Fiorentina al Franchi. Non tre sfide “normali”, ma tre incontri da bollino rosso, con priorità più che elevata.

I Gobbi, con o senza aiutini, sono la squadra che sono; la Lazio fuori casa è una macchina da gol impressionante e sta vivendo un periodo di forma strabiliante ed infine giocare a Firenze non è facile per nessuno, specialmente se ti ritrovi scarico di gambe, testa e con gli uomini contati, poi se addirittura sei in vantaggio fino al 91’, hai già compiuto qualcosa di miracoloso…

Analizzando queste tre partite si può dire che il bicchiere sia assolutamente mezzo pieno. Non potrebbe essere altrimenti. Diventa però, improvvisamente, mezzo vuoto se si guarda alle due sfide perse malamente con Udinese e Sassuolo. Ho avuto modo di pronunciarmi sulle due sfide in questione, quindi non ci tornerò su.

Le due sfide in questione non fanno testo perché figlie di risultati anomali, che niente hanno a vedere con la prestazione della nostra squadra. Se c’era qualche partita da perdere di certo non era né quella con l’Udinese, né quella con il Sassuolo. Eppure è arrivata una doppia sconfitta. Capita.

RIAVVOLGIAMO IL NASTRO – Abbiamo gioito per gran parte del girone di andata, raccolto risultati inaspettati e vittorie rocambolesche. Siamo stati in testa al campionato per qualche giornata, a volte in coabitazione, altre in solitaria. Eravamo felici e tutto girava dalla nostra parte. VAR, decisioni arbitrali, fortuna e pali, poi, ad un tratto, la musica ha iniziato a cambiare e poco alla volta tutto ha iniziato a girarci contro: dapprima i pali, poi gli arbitri, aadirittura il VAR ed infine la fortuna che ci ha abbandonato. Niente da fare, siamo entrati in un cul de sac dal quale è difficile uscirne “vivi”. Quindi a questo punto cosa fare? Fasciarsi la testa e iniziare ad inveire contro tutto e tutti, pensando che il nostro campionato sia già finito e che quindi moriremo tutti già adesso? Oppure rimanere calmi ed impassibili, sostenere la squadra e sperare che il “peggio” passi il più in fretta possibile? Per chi fosse interessato a percorrere il primo sentiero vorrei ricordare che questa è la stessa identica squadra, lo stesso identico gruppo di inizio campionato.

Riesco ad accettare il tifoso umorale, quasi a giustificarlo a volte, so che fa parte del gioco, ma quando poi esce fuori dal seminato, beh è lì che inizia a rompere gli zebedei.

Si è passati dal buio più totale di questa estate, dall’esaltare il Milan (ecc.), al cambiare gradualmente idea ed opinione col passare delle giornate e delle vittorie.

Si è passati dal disastro scritto e sottoscritto, alle aspirazioni velleitarie di scudetto di molti, quando eravamo in testa… “Oh, perché è vero che facevamo cagare, ma…”, siamo passati dall’essere i “più scarsi del Pianeta”, ai numeri uno senza confronto alcuno. Oggi rieccoli, usciti nuovamente allo scoperto, tornati nuovamente alla carica affermando cose che sapevamo fin dall’inizio: “La coperta è corta”, “la squadra ha bisogno di X, Y, Z”, “avevo detto che se veniva l’influenza a Miranda erano BIIIIIIIP”, “oh no, gioca la sciagura Ranocchia. Era meglio venderlo al Pizzighettone” ecc. ecc. ecccccccccccccccccccccc. Dio ci salvi da queste subtifosi!

Intanto proprio il tanto bistrattato Ranocchia ha risposto egregiamente sul campo alle tante critiche ricevute pur senza giocare. Ha mostrato, ancora una volta, la grande professionalità e il grande attaccamento alla maglia. Si può discutere delle qualità tecniche del ragazzo, ma quando gli attacchi vanno al di là dell’aspetto calcistico qualcuno dovrebbe tornare indietro, cospargersi il capo di cenere e chiedere umilmente SCUSA. Anche a Firenze, Andrea, è stato uno dei migliori. Ha stretto i denti finché è riuscito, poi è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco. Fosse stato in campo difficilmente avremmo preso quel gol a pochi minuti dal termine. Non dò alcuna colpa a Santon, ma lì un difensore centrale sa cosa fare…

MANCA DAVVERO LA VOGLIA? – Al termine dalla sfida contro la Fiorentina capitan Icardi ha parlato del momento delicato dei nerazzurri e del gruppo, affermando testuali parole: “Abbiamo vinto tante partite ma in quest’ultimo mese ci è mancato un po’ lo spirito, un po’ la voglia di fare bene e lottare. Si sente la mancanza di questi aspetti anche negli allenamenti: dobbiamo assolutamente ritrovarli. Bisogna lavorare. Abbiamo fatto una brutta partita, con la fortuna di andare in vantaggio. Bisogna lottare fino all’ultimo e con carattere per portare a casa il risultato. Alla fine ci è mancato questo e hanno pareggiato”.

Un messaggio indirizzato ai compagni chiaro e preciso. Ma la domanda è la solita: perché ogni anno succede sempre la stessa cosa? Perché questa squadra si perde proprio nel momento clou, quando deve dimostrare la propria maturità e fare il salto di qualità che aspettiamo da anni?

È una storia vista e rivista, con finali che non amiamo e che, ogni anno, speriamo di non rivedere.

Le parole del capitano sono da prendere come un allarme o semplicemente come una “giustificazione” al periodo grigio dei nerazzurri? Come a dire: “Sì ok, noi sappiamo dove sta il problema. Sappiamo chi è il problema, una volta tornati in campo, riposati, tutto tornerà come prima”.

Non ci resta che sperare che sia così, che sia solo un monito, uno sprono a fare di più a tutti quanti, a tornare l’Inter che eravamo ad inizio stagione.

Interpellato ancora una volta sulla rosa e sul mercato Spalletti è apparso parecchio infastidito e innervosito. Tutti sappiamo che la rosa dell’Inter ha bisogno di essere puntellata, di qualche innesto per il presente e il futuro. Lo sappiamo noi, lo sa anche lui, solo che non può dirlo apertamente.

Sulle parole rilasciate al termine della sfida di Firenze vi invito a leggere anche questa interessante analisi sul Malpensante.com.

PENSIERI SPARSI, UN PO’ POLEMICI – Oggi si pensa troppo alla presunta crisi dell’Inter senza però andare a vedere, in soldoni, che la Roma sta peggio dei nerazzurri, che ancora una volta nel nostro campionato squadre che lottano per il vertice ottengono aiutoni dagli arbitri che usano (o non usano) il VAR a loro piacimento e che altrove accadono di quelle cose che la stampa preferisce non trattare perché se no qualcuno si incazza e poi sono guai.

Intanto la formazione Primavera dei nerazzurri, grazie ad uno strepitoso Colidio, supera i pari età della Roma e si regala l’unico trofeo che mancava alla propria bacheca: la Supercoppa Italiana.

Un bravo ai giovani nerazzurri, ancora tanti complimenti a Mister Vecchi per questo ennesimo successo e un 10 e lode all’ottimo lavoro di tutto lo staff nerazzurro, tanto ciò che importa è che fa notizia è solo ciò che ha affermato lo stesso tecnico dei nerazzurri al termine della gara, ovvero che al momento “nessuno della Primavera è pronto per la prima squadra”.

Meditate gente meditate… i soliti servi han colto la palla al balzo… vogliono cenare sopra le nostre carcasse, ma la verità è che nessuno di noi è ancora morto, anzi, il futuro è roseo, ma che dico roseo… NERAZZURRO!!!

Ah, e qualcuno ha anche sottolineato come quei mercenari di Miranda, D’Ambrosio e Ranocchia abbiano deciso di saltare le vacanze per continuare a lavorare in vista della sfida con la Roma? È proprio un bruttissimo gruppo. Spaccato. Dove non alberga la pace e la serenità. Vergogna!

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