Dal quartiere veronese: Radovanovic, l'arma in più

Dal quartiere veronese: Radovanovic, l’arma in più

Ivan Radovanovic. Forse non il nome che fa esplodere di gioia le piazze, ma che sicuramente ogni squadra vorrebbe avere in rosa.

Un giocatore che vive nell’ombra, un centrocampista di un’intelligenza tattica difficile da scovare in giro per i campi di tutta Europa.

Ivan Radovanovic. Classe 1988. Ormai una colonna inamovibile del centrocampo tinto di gialloblu. Colonna che senza alcun dubbio sta disputando la sua miglior stagione in carriera.

Un uomo che ha fatto del sacrificio il suo cavallo di battaglia, partendo in sordina, arrivando quatto quatto ad essere l’elemento portante dell’11 di Maran.

Con il goal all’Udinese nell’ultima giornata di campionato, ha aggiunto forse l’unico tassello che mancava alla sua strepitosa stagione.

Mai amato da molti, che tuttora osano criticarlo probabilmente per l’eccessiva lentezza, caratteristica che con gli anni ha imparato a nascondere grazie ad altre doti.

A questi domando se abbiano mai visto giocare Pirlo o De Rossi. Calciatori che certamente non fanno o non hanno fatto della rapidità di movimento la loro arma migliore, ma hanno saputo contrastarla con altre abilità.

Visione di gioco maturata e perfezionata nel corso degli anni, piede delicato, fisico imponente nei duelli e carisma da vendere.

Tutti questi ingredienti permettono la creazione di Ivan Radovanovic, “Rado” per tutto il popolo gialloblu, il gioiello che non ti aspetti.

La sua forza? L’acquisto di un’alternativa in estate, quale Gaudino, che l’ha messo nell’ottica di lavorare più duramente per guadagnarsi il posto da titolare.

Gli altri motivi di questa crescita costante? L’umiltà che l’ha sempre contraddistinto e che in un professionista è determinante, la tenacia che non l’ha mai fatto cedere e il grande attaccamento alla maglia che l’ha reso indissolubilmente un uomo-Chievo.

Continua così Rado!

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