Il VAR doveva cambiare il nostro calcio, alla fine hanno cambiato il VAR

Il VAR doveva cambiare il nostro calcio, alla fine hanno cambiato il VAR

Le feste sono ormai un ricordo, la sosta è già passata e la corsa agli obiettivi stagionali è ripartita senza alcuna tregua.

Dopo anni questo sembra essere un campionato competitivo, in cui più squadre potranno giocarsi le loro chances da qui alla fine della stagione. Sarà davvero così?

Lotta serrata al vertice, con Napoli e Juventus che non sbagliano un colpo. La distanza tra le due formazioni è davvero risicata, con i bianconeri dietro di un solo punto in classifica.

Alle spalle delle due “lepri”, il gruppetto di squadre che si gioca l’accesso alla prossima Champions. La Lazio ha approfittato del pari tra Inter e Roma ed è balzata saldamente al terzo posto. Tre squadre per due soli posti. Un rush finale che vedrà una di queste doversi accontentare di un posto nell’Europa meno nobile.

Dietro alle zone di alta quota è bagarre. Il Milan è in ripresa. Sampdoria ed Atalanta stanno confermando la bontà del loro organico e del lavoro fatto in questi mesi. Torino e Udinese girano a fasi alterne. Entrambe hanno cambiato il tecnico in corsa, ma mentre il lavoro di Oddo ad Udine si tocca con mano, quello di Mazzarri è ancora in evoluzione. Quattro punti in due partite per il tecnico toscano un ottimo biglietto da visita, ma i granata devono essere bravi a trovare continuità.

Delude la Fiorentina, mentre dietro la corsa alla salvezza potrebbe riguardare più squadre del previsto. Il Benevento con le due vittorie di inizio anno ha un po’ accorciato la classifica e spera nel miracolo compiuto lo scorso anno dal Crotone. Ci riuscirà?

Prime valutazioni sugli obiettivi, senza dimenticare la novità di quest’anno. Il VAR, il “Video Assistant Referee”, una sorta di Moviola in campo, ancora in via sperimentale.

La Video assistenza è stata introdotta per la prima volta in questo sport come strumento di ausilio per l’arbitro. Noi i primi in Europa, con altre Federazioni che stanno inserendo gradualmente il mezzo tecnico nel calcio. Quasi un miracolo!

Ricordiamo che il mezzo tecnico non è DECISIONALE, ma di SUPPORTO all’arbitro. Quindi, come funziona il VAR? Per chi non lo sapesse ancora l’assistenza Video può essere applicata solo in quattro casi particolari:

  • stabilire la regolarità di un gol;
  • espellere un giocatore;
  • in caso di un rigore dubbio o non concesso dall’arbitro;
  • per correggere l’ammonizione o l’espulsione comminata ad un altro giocatore

In tutti gli altri casi la tecnologia non può essere utilizzata, resta influente la decisione del direttore di gara.

Un girone di andata segnato anche da questa nuova tecnologia

Bilancio? Positivo a metà. Dopo un avvio scoppiettante, dove il VAR ha permesso agli arbitri di non incappare in errori grossolani, la magia dell’assistenza Video sembra già svanita. Sono state tante, tantissime le lamentele da parte di addetti ai lavori sull’utilizzo del mezzo tecnologico, che oggi, dopo ventuno giornate sembra non funzionare poi così bene.

Ogni rivoluzione conosce il proprio culmine e quello del VAR è già stato raggiunto e superato.

Nelle ultimissime giornate sembra essere tornati ai fasti di un tempo, dove la parola dell’arbitro era indiscutibile e, soprattutto, Legge.

In tanti si sono scagliati contro l’utilizzo delle immagini in campo. In tanti, a torto o ragione, hanno espresso pareri negativi contro la novità tecnologica. C’è chi avrebbe voluto tornare al passato, liberarsi di questo pesante fardello. Eh no! Non è proprio possibile, bisogna guardare avanti, al futuro. Bisogna pretendere lo sviluppo di questa tecnologia, in modo che non lasci più alibi e/o sospetti.

Bisogna liberare il calcio dalle streghe del passato, non dalle sole illazioni, ma da quanto è stato certificato. Era il febbraio del 2010 e un personaggio di transito nel nostro campionato esprimeva così il proprio pensiero: “Sento dire da qualcuno che dobbiamo abbassare i toni. È stato così che voi italiani avete costruito una storia che a me come professionista di calcio e come persona ha fatto una vergogna incredibile”. Il riferimento a Calciopoli è chiaro e diretto. Il riferimento ad una delle pagine più vergognose della nostra storia (sportivamente parlando!) è chiaro e limpido.

Facciamo in modo che il gioco del calcio diventi pulito, che le decisioni degli arbitri siano oneste e non dettate da “pressioni” o addirittura “malafede”.

Con l’avvento del VAR si iniziava a respirare un’aria nuova. Una brezza che faceva ben sperare. Gli errori venivano subito individuati e il cambio della decisione avveniva in corsa. Unico neo il tempo impiegato per decidere.

Tutto bello e perfetto? Assolutamente no! Ed ecco innalzarsi unanimi le voci dei bastian contrario, di coloro che evidenziano solo i contro dell’uso tecnologico. Via via giocatori, allenatori, addetti ai lavori hanno dato voce ai loro pensieri, criticando in maniera secca e decisa l’uso del VAR durante le gare. Motivo? Si correrebbe il rischio di eliminare le emozioni dal calcio, il suo romanticismo.

Ricordo ancora le parole di Simone Inzaghi al termine della sfida di San Siro contro l’Inter: “Evidentemente col VAR non siamo fortunati. Poi toglie emozioni, fa male al calcio. Io non mi diverto più, in Europa League invece è ancora calcio. Dopo un gol ormai si guarda verso l’arbitro e non si esulta più, così non mi piace”.

Ad essere onesto io preferisco aspettare un po’ prima di esultare, piuttosto che essere costretto a subire decisioni arbitrali parecchio “ambigue”. Diciamo così.

Io sto con la VAR tutta la vita. Si chiede di cambiare le cose e poi non abbiamo il coraggio di andare fino in fondo. Oggi ci sono arbitri che hanno imparato ad “addomesticare” il mezzo tecnologico, decidono a prescindere da quello che vedono. Il VAR ha perso la sua peculiarità rivoluzionaria e si sta assistendo ad un tremendo ritorno al passato, con tanto di messaggi che rimbalzano da una piazza all’altra.

Così se al Napoli non fischiano un rigore contro a Torino, sponda bianconera, si sentono in dovere di alzare la voce e protestare contro il non uso del VAR contro i diretti avversari, e giustificare arbitraggi che fanno discutere e, con la mente, tornare indietro di anni e anni. Sì, perché oggi, dopo un girone d’andata sorprendente e positivo, siamo costretti ad assistere alle stesse scene. Siamo costretti, inermi a subire le stesse decisioni.

Malafede? Forse, ma è innegabile che alcuni arbitri abbiano assunto una linea di belligeranza nei confronti del VAR. Ci sono dei fischietti che, ad esempio, hanno sempre deciso di non affidarsi alle immagini e confermare, pur sapendo di andare incontro ad un errore, le proprie decisioni. Ci sono degli arbitri che hanno sbagliato pur contro l’evidenza, che hanno pagato con la sospensione… il VAR è sempre un mezzo usato da uomini, a loro discrezione. Prima di cambiare il calcio, bisognerebbe cambiare chi ci sta dentro.

La polemica è sempre sul pezzo e – forse – nessuno ha intenzione di cambiare il nostro calcio. Nessuno ha davvero voglia di portare, in toto, novità e credibilità intorno al nostro sistema calcio.

Basti vedere cosa sta succedendo ai piani alti, lì dove si fa a gara per una poltrona. Il calcio italiano è l’emblema della nostra società, una Nazione che pretende di cambiare, senza però effettuare alcuno cambiamento.

Da tempo immemore si parla di eleggere il numero uno della Lega Calcio da ormai nove mesi commissariata.

L’ennesimo fallimento dopo quello legato alla nostra Nazionale e l’esclusione al prossimo Mondiale, ci propinano nomi, situazioni, progetti… ma niente che rimandi a qualcosa di veramente nuovo. proprio ieri il sito dell’Ansa ha confermato un asse proTavecchio. Perché noi italiani siamo fantasiosi e in tema di novità non ci batte nessuno…

P.S. Per togliere ogni tipo di dubbio, quando si parla di VAR può essere usato sia l’articolo determinativo maschile, che quello femminile, perché nella sua traduzione italiana fa riferimento all’assistenza video, che è di genere femminile.

2 Responses

    1. Orazio Vasta

      Grazie. E’ nuovamente sotto gli occhi di tutti. Errori? Sudditanza? Malafede? Non so… Abbiamo uno strumento che potrebbe smorzare ogni tipo di polemica, ma… hanno imparato a non usarlo e cosa è cambiato? Nulla. Basta vedere le ultime settimane. Metri di giudizio diversi da squadra a squadra, campo a campo. C’è chi può tutto e chi non può nulla.

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