#SorellaDelMondo - Inter, sfiga in tutte le lingue del mondo!

#SorellaDelMondo – Inter, sfiga in tutte le lingue del mondo!

Per riassumere la partita dell’Inter contro il Torino di ieri, e anche il derby di mercoledì sera, basta una parola, declinata magari in tutti i suoi sinonimi, e l’effetto che ha per i tifosi interisti è come quella della pillola Falqui, ché anche per quella bastava la parola…

di Sara Rossi

Sfortuna, sfiga, malasorte, disdetta, scalogna, sculo, iattura, iella.

Cosa altro si può dire di due partite dominate in lungo e in largo sotto ogni aspetto, da cui usciamo con solo un misero punto, invece dei sei che sarebbero stati sacrosanti?

COSE DELL’ALTRO MONDO!

Con ancora l’arrabbiatura per un derby incredibilmente andato come è andato, abbiamo assistito ad una partita se possibile ancora più stregata di quella contro il Milan: traverse, pali, cross e angoli a ripetizioni, miracoli del portiere, hanno fatto sì che non riuscissimo a realizzare neanche una rete, ma che anzi ne subissimo una che a raccontarla sembra assurda, come del resto tutti questi ultimi 180 minuti.

Al 36’ del primo tempo infatti il Torino prova a uscire dalla propria metà campo, cercando di sfruttare un contropiede, ma è messo male in campo, tanto che Belotti porta il pallone centralmente sulla nostra trequarti e nel mentre si guarda intorno inveendo contro i propri compagni che non si smarcano e non gli offrono opzioni di passaggio.

E proprio mentre Belotti si agita e mulina i pugni, ecco che arriva Perisic, in una delle sue solite sgroppate difensive, perché lui quel pallone se lo vuole riprendere, e infatti interviene togliendolo all’attaccante granata… Ma ecco che la SFIGA palesarsi in tutta la sua bruttezza.

Il caso vuole che il suo intervento si trasformi da retropassaggio innocuo a assist delizioso per De Silvestri, in una linea di passaggio che lo stesso Belotti, impegnato a infamare i compagni non aveva visto. Il laterale destro del Toro, ringraziato per la gentilezza, si invola verso la linea di fondo crossando forte per l’accorrente Ljajic, che da due passi batte tutti e insacca.

Tra l’altro non ho avuto cuore di rivederlo con la giusta attenzione perché al passaggio involontario di Perisic mi si era già chiusa la vena, ma ho anche avuto l’impressione che Skriniar, nel tentativo di deviare la palla in calcio d’angolo, la tocchi di quel tanto che basta per aggiustare ancora di più il cross per Ljajic. In tutto questo (lo si può vedere dalle immagini video, Belotti manda educatamente a quel paese Iago Falque e non si accorge minimamente di tutto quello che sta succedendo!!!)

I restanti 55 minuti di partita si continuano a giocare a una porta sola, con un Sirigu sugli scudi e migliore in campo. Il Torino ha spezzato l’assedio dell’Inter solo per una decina di minuti all’inizio del secondo tempo, quando avrà anche l’occasione di raddoppiare, con una punizione di Ljajic girata al volo da De Silvestri, che testa i riflessi di Handanovic.

IL REGOLAMENTO, QUESTO SCONOSCIUTO…

Nel corso novanta minuti c’è stato anche spazio per un piccolo giallo: intorno al 22’ del primo tempo, Tagliavento fischia una punizione per noi per un fallo su Borja Valero. La palla resta lì, l’arbitro non ammonisce nessuno, i giocatori del Torino non chiedono la distanza, né si mettono davanti al pallone, così Brozovic arriva di gran carriera e tenta la furbata: batte rapidamente la punizione e fa gol. Tagliavento blocca tutto, facendo capire che il gioco era fermo.

Volendo proprio essere precisi non si capisce per quale motivo l’Inter dovesse aspettare a battere la punizione, non c’è nessun motivo tecnico per cui Brozovic, se la palla fosse stata ferma come sembra, non potesse battere velocemente.

Leggiamo cosa scrive Luca Marelli sul blog linkato qualche riga più su:

Tagliavento non fischia nulla, il pallone si ferma e Brozovic lo scaglia verso la porta.
Scavando nel regolamento, la rete avrebbe dovuto essere concessa.
Pensiamo, per un attimo, al concetto giornalistico di “punizione battuta a sorpresa“. In cosa consiste questo concetto (in questo caso non appartenente alla categoria delle “leggende metropolitane” ma assolutamente fondata)? Consiste nell’eseguire velocemente una ripresa di gioco, senza attendere la sistemazione della barriera avversaria ed in assenza di elementi ostativi (esempio: la necessità di un fischio dell’arbitro per procedere ad una sanzione disciplinare).
Affinché la punizione sia da reputarsi eseguita in modo regolare, sono necessari i seguenti elementi:
– pallone fermo;
– pallone posizionato nel punto esatto;
– nessuna necessità di attendere un secondo fischio.
In questo caso tutti gli elementi di base sono rispettati, in particolare il pallone, al momento del calcio di Brozovic, è fermo. I calciatori dell’Inter non avevano alcun obbligo di attendere un segnale dall’arbitro ma potevano battere in ogni momento il calcio di punizione.
In sintesi Brozovic (forse senza nemmeno rendersene conto) aveva battuto il calcio di punizione diretto, realizzando una rete regolare (peraltro di pregevole fattura).
Episodio talmente inedito che nessuno, in campo e fuori, si è accorto di nulla.
Domanda a corollario: i VAR potevano intervenire?
A mio parere e sulla base della lettura di regolamento e protocollo, i VAR avrebbero potuto intervenire perché Tagliavento non ha interrotto il gioco in alcun modo, non ha fischiato mentre il pallone si dirigeva verso la porta. Si è trattato, in conclusione, di una rete realizzata ed in tutto e per tutto valida. I VAR avrebbero potuto intervenire perché tutte le reti sono sottoposte a review. Considerando che l’esecuzione non ha alcun elemento di irregolarità, che Tagliavento non ha emesso alcun fischio, che i calciatori dell’Inter non avevano alcun dovere di attendere, la rete doveva essere concessa.
Che calciatori, dirigenti, arbitri e spettatori non si siano accorti di nulla giustifica pienamente la mancata concessione ma rappresenta un inedito. Anche perché non si tratta di una “furbata” (come poteva essere il tocchetto sul calcio d’angolo per rimettere in gioco inaspettatamente il pallone) ma di un tiro verso la porta, senza alcun secondo fine.

E soprattutto come mai il VAR non sia intervenuto per verificare se effettivamente le palla fosse in movimento, unica motivazione valida per far ripetere il calcio di punizione. E il tutto fa sorridere pensando che sia capitato a un arbitro di solito così ligio al regolamento come Tagliavento: do you remember Inter Sampdoria del 2010?

DUE PARTITE DOMINATE E UN SOLO PUNTO IN CLASSIFICA: CHE BEFFA!

Quindi in quattro giorni siamo passati da un possibile terzo posto in solitaria a quattro punti da Lazio e Roma, attese domenica prossima dal derby, a essere quinti a un punto dalla Roma. E questa “catastrofe” dopo aver giocato due ottime partite: ce n’è di che farsi venire un travaso di bile, o di cercare di guardare con un briciolo di ottimismo alle sette partite rimaste proprio in virtù della qualità messa in campo in questo ultimo mese.

Le critiche alla squadra in questo momento sono fondamentalmente inutili e infondate: cosa vuoi dire a dei giocatori che stanno lasciando in campo tutto quello che hanno, sì con qualche sbavatura o errore, ma che stanno impegnandosi al massimo e giocando bene?

Casomai le perplessità e i rammarichi sono per quei due mesi di black out, quando avremmo potuto, senza neanche tanto sforzo, racimolare almeno sei punti in più, che ci avrebbero garantito una tranquillità di classifica diversa anche davanti a partite sfortunate come queste.

Invece per essere stati dei minchioni in passato adesso siamo condannati a soffrire una volata punto punto con le due romane.

Però bisogna anche dire che il gioco e la voglia non ci difettano e quindi l’obiettivo è ancora ampiamente alla nostra portata, abbiamo ancora qualcosa da dire a questo campionato e per come è stato l’andamento degli ultimi anni è già una bella novità.

IL “SIMPATICO SIPARIETTO”. TOGLIETE IL VINO A MAZZARRI!

Infine un pensiero a Mazzarri, il nostro, ahinoi, ex allenatore. Ecco, lui magari ne sarà contento, ma uno dei motivi per cui mi rode di più aver perso ieri, è averlo visto bello tronfio nelle interviste post partite dire cose assurde come soltanto lui sa fare. Tra le altre cose, ha detto che siamo stati fortunati, perché potevamo subire il raddoppio nel secondo tempo e così loro, povere stelle, non avrebbero dovuto soffrire per tenere il risultato.

O Vate di San Vincenzo, ma cosa ci dici mai? Ma che partita hai visto? A parte che il vostro gol ve lo abbiamo costruito noi, ma se pure voi foste riusciti a farne due, non ti sei accorto che la partita fondamentalmente è stata Inter contro Sirigu e i pali della porta?

Perché se vuoi possiamo anche contare le occasioni che abbiamo avuto: Perisic che cerca un inutile pallonetto a porta spalancata permettendo a Sirigu di recuperare palla e posizione, la girata di Icardi su calcio d’angolo di Cancelo con miracolo del portiere granata.

Tiro di Candreva parato da Sirigu.

Traversa di Perisic su calcio d’angolo.

Altri due tiri di Candreva uno su punizione di poco alto sulla traversa, e uno respinto da Sirigu.

Altro? Ah sì! Nel secondo tempo abbiamo un tiro di Brozovic, che poi in seguito lancia Perisic per un gol già fatto se solo il croato stoppasse bene la palla invece di allungarsela e permettere l’uscita a Sirigu, per non parlare di Rafhinha che colpisce un palo che è ancora lì che trema (a proposito sono 21 in tutta la stagione i pali per l’Inter, ma chi li conta più!), poi c’è ancora tempo per il tiro di Karamoh deviato sulla traversa.

E tu, Mazzarri, ti lamenti e dici che siamo stati fortunati per una girata parata da Handanovic a De Silvestri? Gran bella parata, per carità, del nostro Handa, ma pur sempre l’unica.

E poi, non è stato proprio il portiere granata eletto come il migliore uomo in campo? Chissà perché mai… piuttosto impara come si dà la mano a fine partita va’, ché sennò poi tocca a Spalletti venire a insegnartelo!

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