Moto GP: Il bimbominchia che gioca coi birilli

Moto GP: Il bimbominchia che gioca coi birilli

Il secondo appuntamento stagionale del campionato del mondo MotoGP è stato denso di emozioni.

La gara di Termas de Rio Hondo in Argentina infatti non ha mancato di sorprendere, pur se tutti si aspettavano una vittoria a mani basse di Marc Marquez, pilota di casa Honda.
Complice una situazione meteorologica incerta ed un asfalto con chiazze d’acqua, la gara andata in scena nella terra di Maradona ha portato un risultato inatteso.
È stato infatti Cal Crutchlow, pilota anglosassone in sella alla Honda del team di Lucio Cecchinello, a portare a casa la vittoria, dopo essere stato per lunghi tratti insieme al gruppo di testa con Zarco, Rins e Miller, quest’ultimo autore della pole position nella giornata di sabato.

La gara viene spaccata a metà dopo qualche giro

Si crea infatti il vuoto tra i primi quattro e il resto dei piloti, situazione che si manterrà fino al temine del GP. È però la lotta dal quinto posto in giù ad attirare l’attenzione.
Dovizioso tenta di resistere in una pista nemica per la Ducati ufficiale, mentre Viñales e Rossi, dopo un inizio difficile, iniziano ad aumentare il ritmo in sella alla Yamaha M1.
La gara però viene macchiata da degli episodi al limite della sportività: Marc Marquez si ritrova costretto a tentare una rimonta furibonda dopo aver ricevuto un drive trough e ciò lo porta a tentare dei sorpassi molto pericolosi per gli altri piloti.
Prima prova un attacco nei confronti di Aleix Espargarò, pilota Aprilia, alla penultima curva del circuito, obbligando il connazionale ad allargare la traiettoria.
Poi, a tre giri dal termine, effettua la stessa azione su Valentino Rossi, in quel momento sesto, che porta l’italiano sull’erba bagnata e lo fa cadere.
Dopo la gara Marquez verrà penalizzato di 30 secondi e il pilota si dirigerà verso il box di Rossi per scusarsi, ma verrà respinto da Uccio, alias Alessio Salucci, l’amico di Valentino.
Nel ring delle interviste Rossi e Marquez non se le manderanno a dire, facendo presagire un ulteriore inasprimento di una rivalità che, ormai, è diventata una faida.
Di Giacomo Lago

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