Simon Yates trionfa al Gran Sasso e consolida la maglia rosa

Yates al Gran Sasso

Simon Yates trionfa al Gran Sasso e consolida la maglia rosa

GIRO D’ITALIA – Secondo e primo sull’Etna, primo e terzo sul Gran Sasso: Yates e Chaves della Mitchelton-Scott sono i fari della corsa in montagna

Oggi iniziamo il racconto da chi la tappa non l’ha vinta, ovvero Fausto Masnada, portacolori dell’Androni-Sidermec-Bottecchia che con 13 compagni di avventura ha animato con grande coraggio la frazione odierna: all’attacco dal chilometro 1, Masnada ha accarezzato il sogno di vincere in cima al Gran Sasso dopo una fuga di oltre 220 chilometri, roba d’altri tempi… Invece il nostro eroe è stato ripreso a meno di 3 chilometri dall’arrivo, dopo il duro lavoro di inseguimento dell’Astana e della Mitchelton-Scott, formazione che hanno fatto bene i conti per lanciare i propri capitani a caccia del successo. Rientrato il gruppetto dei capitani sulla fuga ecco le schermaglie tra i big: il più convinto è Giulio Ciccone, che ci prova un paio di volte, ma senza fortuna; anche il tentativo di Miguel Angel Lopez è annullato facilmente; mentre quello di Domenico Pozzovivo da parecchio filo da torcere ed è neutralizzato solo ai 500 metri finali. Decisamente il più in forma, Simon Yates in maglia rosa si aggiudica la volata ristrettissima su Thibaut Pinot ed il compagno Esteban Chaves, consolidando il suo primato in classifica generale. Soffrono Lopez e Tom Dumoulin, ma con carattere si salvano e pagano pochi secondi, mentre va decisamente peggio a Fabio Aru e Chris Froome che si staccano a traguardo ancora lontano ed accusano oltre un minuto di ritardo.

Arrivati al secondo giorno di riposo, dopo già tre arrivi in salita, Yates e Pinot sono decisamente i corridori più in palla, ma anche Pozzovivo e Chaves sono lì in agguato. La sorpresa è sicuramente Richard Carapaz, vincitore a Montevergine e quinto oggi al Gran Sasso e sempre più pardone della maglia bianca di miglior giovane. Sempre nascosto Dumoulin, terzo in classifica che attende la cronometro in Trentino, mentre stanno deludendo Aru e, sorprattutto, Froome, ancora lontano dalla miglior condizione.

9^ Tappa: Pesco Sannita – Gran Sasso d’Italia (km 225)

10^ Tappa: Penne – Gualdo Tadino (km 239)

Di per sé, la decima frazione del Giro d’Italia 2018 non è tappa che tolga il sonno, ma bisogna sottolineare dua aspetti: innanzitutto viene dopo il giorno di riposo, notoriamente spesso fonte di sorprese; poi, presenta un’indigesta partenza in salita che richiede un buon riscaldamento per evitare, appunto, brutte sorprese. Per il resto, non molto da segnalare, se non la lunghezza ed il continuo saliscendi appenninico. Si parte da Penne e si arriva a Gualdo Tadino dopo aver affrontato due gpm nella parte iniziale, Fonte della Creta e Bruzzolana, ed uno nel finale, Annifo a 30 chilometri dal traguardo. Una tappa adatta ai colpi di mano, nella quale è estremamente probabile il successo di una fua da lontano, visto che difficilmente le formazioni dei velocisti riusciranno (o vorranno) rincorrere per oltre 200 chilometri, senza troppe garanzie di successo.


Foto di Tim De Waele / TDWSports tratta dal sito www.cyclingnews.com

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