Editoriale nerazzurro - Inter, novanta minuti tra sogno o realtà!

Editoriale nerazzurro – Inter, novanta minuti tra sogno o realtà!

Dimentichiamoci di sabato. Scordiamoci del Sassuolo e pensiamo solo ed esclusivamente alla partita con la Lazio

Niente è cambiato, anzi… mancano novanta minuti alla fine del campionato e proprio gli ultimi attimi di questa stagione potranno sancire definitivamente il nostro destino: vincere a Roma per andare in Champions League, perdere e finire in un baratro. Fallire l’ennesimo appuntamento stagionale. Ripartire dall’Europa meno nobile e chissà con quali giocatori in rosa.

ROMA CROCEVIA DELLE NOSTRE SPERANZE

Siamo ancora in corsa per realizzare il nostro sogno. Per centrare il nostro obiettivo stagionale. Saranno i novanta minuti più lunghi degli ultimi anni, per chi, come noi, non era più abituato a lottare fino alla fine per raggiungere un traguardo.

Sarà una intera stagione racchiusa in una sola partita.

Lazio-Inter sarà determinante per il nostro futuro.

L’assist ci è arrivato da un grande ex, Walter Zenga, proprio grazie al suo ex portierone l’Inter ha ancora la possibilità di giocarsi l’accesso alla prossima Coppa dei Campioni.

E non è un caso che ci sia di mezzo proprio lui, l’uomo ragno, il supereroe “dei grandi poteri e delle grandi responsabilità”.

Zenga ha fermato la Lazio, ovviamente, non per noi, ma per cercare di portare il suo Crotone in salvo, ma indirettamente ha fatto un favore alla sua ex squadra, a noi, ai suoi ex tifosi.

Col suo “potere” è riuscito nell’impresa di smorzare il sogno biancoceleste a centoottanta minuti dal termine, permettendo a noi di giocarcela faccia a faccia, nello scontro diretto domenica.

Adesso tocca solo a noi. La “responsabilità” è solo nostra.

Dopo la steccata casalinga di sabato l’Inter non può più fallire, anzi, NON DEVE più fallire.

Inutile fare proclami da Istituto Luce. Inutile caricare il match con le solite frasi fatte e adducendo motti che abbiamo sentito appena una settimana fa.

Quello di domenica è l’ultimo appello. Dopodiché non ci saranno più occasioni per rifarsi.

Eravamo spacciati al termine della gara persa con il Sassuolo, sì, proprio quel Sassuolo che è bravo a prendere imbarcate contro “alcune” squadre, ma che poi, in altre occasioni, gioca alla morte, come se dovesse vincere lo scudetto con altre.

Logico che non avrei mai accettato un Sassuoloversionegobbi. Logico che avrei voluto affrontare una squadra che non si era arresa prima ancora di scendere in campo, ma è altrettanto logico che vorrei vedere la stessa garra, lo stesso agonismo sempre.

SEMPRE.

In ogni partita.

Contro ogni avversario.

In ogni stadio.

I neroverdi ci hanno privato di sei punti in questa stagione, ma in entrambe le occasioni non meritavano nemmeno di guadagnarne uno.

Tra andata e ritorno gli emiliani hanno ottenuto il massimo con il più piccolo degli sforzi.

Hanno avuto SOLO culo, approfittando, oltremodo, della “stupidità” dei nostri.

Nella sfida di sabato il clima era troppo rilassato. L’Inter è scesa in campo – a mio avviso – sottovalutando l’impegno casalingo.

In uno stadio stracolmo – tanto per cambiare! – la squadra allenata da Spalletti ha lasciato che l’avversario prendesse in mano il pallino del gioco, ha mostrato ai settantamila di San Siro la sua brutta faccia, vista più e più volte in questa stagione.

Un primo tempo totalmente regalato e solo un quarto d’ora di gioco da VERA INTER.

Se questi giocatori avessero messo in campo un decimo di quello che hanno messo contro la Juve il risultato sarebbe stato diverso.

Sono mancati gli uomini chiave. Sono mancati i gol

Quando la nostra squadra riesce a mettere la gara sui binari giusti fin da subito gioca con un’altra mentalità. Con un altro piglio. Questa Inter ci ha dimostrato di aver bisogno di sbloccare l’inerzia del gioco per prima. Di andare in rete, trovare sicurezza e poi, magari, dilagare come fatto altre volte.

Poi però ti capitano quelle gare in cui la palla non entra nemmeno per sbaglio. Icardi si trova in serata no e sbaglia anche l’impossibile e il loro portiere veste i panni del SUPEREROE. Sempre contro di noi. Bah…

Tutto ciò, comunque, appartiene già al passato. A ciò che è successo.

Inter-Sassuolo sarà ricordato solo dall’almanacco perché, per fortuna nostra, non ha ancora deciso il nostro destino. Sarà una delle tante partite stregate. Poteva avere strascichi ben più pesanti, ma così non è stato.

Dimentichiamo il Sassuolo

Dimentichiamo i punti persi in casa contro la succursale sabauda. Dimentichiamo questo scivolone interno che proprio non ci voleva e ripartiamo da Roma.

Ancora una volta un Lazio-Inter.

Ancora una volta ci giochiamo qualcosa di importate all’ultima giornata di campionato. Questa volta però non c’è alcuno scudetto in ballo. Non siamo antagonisti della Juve e tutto passa dalle nostre mani, ops, dai piedi dei nostri calciatori e… soprattutto dalle loro teste.

Hanno una occasione più unica che rara. Hanno la possibilità di giocarsi al fotofinish una stagione che sembrava compromessa. Una stagione che ci ha visto protagonisti, sia in positivo che in negativo.

Siamo stati per mesi senza raccogliere ciò che avremmo dovuto. Abbiamo dovuto sorbirci questo assurdo blackout. Inspiegabile.

Abbiamo sofferto con chiunque, senza nemmeno capire il perché di tale involuzione. Hanno banchettato sul nostro nome e sulla nostra storia squadre senza una propria identità, senza alcun valore. Siamo caduti e abbiamo faticato a riprenderci. Eppure…

…eppure siamo ancora in corsa per qualcosa. Siamo ancora lì pronti a giocarci le nostre residue possibilità.

Noi siamo spacciati. Siamo gli sfavoriti.

Ma che cosa mi importa! Abbiamo il dovere morale di vincere.

Di cogliere l’unico risultato che ci aprirà le porte del Paradiso, dopo anni di Inferno.

Abbiamo avuto tante occasioni, ma le abbiamo sempre fallite.

Domenica bisogna dare una sterzata a questa stagione. Raccogliere il massimo e chiudere in bellezza un’annata agrodolce.

Servirà vincere per cancellare gli ultimi anni bui e quelle occasioni gettate al vento in questa stagione.

Servirà vincere perché siamo ancora vivi. È vero, appesi ad un filo, ma fottutamente vivi.

Serve una scossa. Una reazione per uscire da questo torpore e riprenderci la scena.

Noi siamo l’Internazionale. Noi tifosi meritiamo di più. Lo abbiamo dimostrato durante tutto l’anno stando vicino a questa squadra, anche quando le cose non andavano per il verso giusto.

Adesso tocca a VOI fare qualcosa per noi. Per ripagare il nostro immenso, infinito amore per questi colori. Per questa società. Per la maglia che indossate. Cogliete l’unico risultato che ci serve: la VITTORIA.

Saranno novanta minuti di passione. Saranno solo tre punti, ma che peseranno come un macigno.

I giochi sono ormai fatti. Il dado è tratto.

Vincere per andare in Champions. Il resto non conta.

Il resto sarà solo l’ennesimo fallimento e sinceramente ne faremmo anche a meno.

Dai ragazzi!

Onorate sul campo la n(v)ostra maglia e non come fatto spesso SOLO sui Social, perché a parole abbiamo già capito che siete tutti bravissimi, ma adesso servono i fatti, anzi l’ultimo, importantissimo, fatto.

Non fateci brutti scherzi e tornate da Roma con i tre punti e un biglietto per l’Europa che conta in tasca. Adesso tocca solo a voi… noi il nostro lo abbiam già fatto… non mollate proprio adesso!

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