A Gualdo Tadino si consacra il predestinato Matej Mohoric

Mohoric a Gualdo

A Gualdo Tadino si consacra il predestinato Matej Mohoric

GIRO D’ITALIA – In una giornata nella quale “si va a tutta”, è splendida l’azione finale di Mohoric, già campione del mondo juniores ed under 23

Il colpo di gran classe è di Matej Mohoric, giovane corridore sloveno della Bahrein Merida, che dopo una tappa alla Vuelta, se ne prende una anche al Giro. La sofferenza è invece di Esteban Chaves, che crolla e perde il secondo posto in classifica dopo una giornata di immensa sofferenza. Due corse in una, per una frazione appenninica tutt’altro che banale…

Poiché al Giro d’Italia non esistono “tappe di trasferimento”, le insidie erano nell’aria e facilmente individuabili: la ripresa della corsa dopo il giorno di riposo, la partenza in salita ed i 239 (poi diventati 244) chilometri da percorrere, senza peraltro pianura in vista. Insomma, che qualcosa sarebbe successo lo si immaginava e, puntualmente, accade: sulla prima salita di giornata, l’impegnativa Fonte della Creta, si stacca Esteban Chaves, il co-capitano della Mitchelton-Scott, che accusa problemi respiratori (probabilmente per un’allergia da polline) e con lui Louis Meintjes e gran parte dei velocisti. Tre uomini della formazione australiana vengono sacrificati e restano con il colombiano che, strada facendo, trova la collaborazione della Quick Step Floors di Elia Viviani, che provano a riportare in gruppo il capitano per cercare la vittoria in volata. Lo svantaggio però non diminuisce e resta a lungo sui due minuti, visto che davanti hanno tutto l’interesse a non far rientrare un avversario come Chaves, così i belgi si arrendono e lì finiscono le speranze della Mitchelton-Scott. Al traguardo, il gruppo Chaves arriva con oltre 25′ di ritardo, ormai alla deriva, e per “sorriso” finiscono le speranze di poter competere per una buona posizione in classifica generale: buon per lui che il compagno Simon Yates è in questo momento imbattibile e conserva la maglia rosa, anzi, la consolida con altri 3″ di abbuono conquistati strada facendo.

Mentre avveniva tutto questo, ad una trentina di chilometri dal traguardo, è partito in contropiede dal gruppo dei migliori Matej Mohoric, lanciatosi all’inseguimento di Marco Frapporti, in quel momento fuggitivo solitario. Approfittando delle grandi doti di passista e di discesista, in breve Mohoric è sulla testa della corsa e non si scompone quando è raggiunto nei chilometri finali dal bravissimo Nico Denz. Nella volata a due, lo sloveno batte nettamente il tedesco e si porta a casa la prima vittoria al Giro, dopo quella conquistata alla Vuelta dello scorso anno. Classe 1994, Mohoric è un predestinato, avendo vinto il titolo mondiale sia da juniores che l’anno successivo, al primo anno, tra gli under 23. A quanto pare, vincerà parecchio anche tra i pro’…

10^ Tappa: Penne – Gualdo Tadino (km 239)

11^ Tappa: Assisi – Osimo (km 156)

La tappa dei “muri” nel cuore dell’Italia Centrale, dedicata a Michele Scarponi. Si parte da Assisi, la città della pace, per una tipica frazione appenninica, senza pianura e tante insidie nascoste lungo il percorso. Tre i gpm segnalati, ai quali si aggiunge il “Muro di Filottrano“, il paese di Michele, cui il Giro rende oggi omaggio. Spettacolare il finale a Osimo, con due ripidi tratti al 16% nei 5 chilometri conclusivi e gli ultimi 1.750 metri in costante ascesa. Come già visto ieri, non ci si può distrarre un attimo ed anche gli uomini di classifica devono essere al 100% per non incorrere in spiacevoli sorprese.


Foto di Tim De Waele / TDMSports tratta dal sito www.cyclingnews.com

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