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IndyCar: il gatto Newgarden sta giocando col topo Dixon?

Ben ritrovati nel nostro periodico appuntamento con il mondo dei motori a stelle e striscie. Il campionato IndyCar è giunto al rush finale.

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Iowa (Midwest), da poche ore si è conclusa l’undicesima gara della stagione IndyCar. A cogliere il successo nel piccolissimo “triovale” è stato “il Sindaco” James Hinchliffe che, dopo la deludente e clamorosa non qualificazione nel catino di Indianapolis, riesce a riscattare una stagione fino a ieri molto deludente. Ma non è su di lui che intendo focalizzarmi oggi.

Queste undici gare hanno rimarcato e ricamato l’equilibrio pazzesco che regna nella serie IndyCar. I telai Dallara spinti da propulsori Chevrolet e Honda danno modo a team e piloti di potersi confrontare alla pari in ogni circuito e con ogni condizione meteo.

I team maggiori riescono spesso, con la messa a punto delle monoposto o con la strategia, a fare la differenza. Ma non sempre. Lo stesso Scott Dixon, magnifico interprete e veterano della categoria, con la collaborazione del Team Ganassi è attualmente in testa al campionato, ma ieri ha tagliato il traguardo soltanto al 12esimo posto. Risultato molto al di sotto del target di questa gara per il neozelandese.

Chi vedo favorito per la vittoria finale?

Josef Newgarden, con distacco.

Il ragazzone del Tennessee, coadiuvato dal Team Penske (che ieri gli ha fatto perdere due posizioni al traguardo, ma fa niente, ndr), riesce a trovarsi a suo agio in ogni situazione.

Le vetture 2018 sono state modificate nell’aerodinamica per migliorare la progressione in scia, sono molto più “sincere” e chiedono una guida “old style”. Molti avevano dubbi sull’adattamento di Newgarden, fresco di titolo 2017. La sua risposta, silenziosa ma di grande effetto mediatico, 158 punti e due vittorie nelle prime quattro gare stagionali.

Tolti i dubbi e le speranze di gloria ai compagni di squadra Power e Pagenaud, Newgarden continua a martellare in pista, piazzando la sua Dallara #1 sempre nelle zone calde della classifica.

Dixon dal canto suo ha esperienza da vendere, ma servirà più brillantezza da parte di tutto il team per imbrigliare il giovane biondino. Le voci che lo vorrebbero al volante della McLaren-Honda del Team Andretti insieme a Fernando Alonso nel 2019 non stanno distendendo certamente gli animi tra gli uomini di Chip Ganassi.

LA CLASSIFICA:

Immagine by motorsport.com

Ci attendono sei gare al termine della stagione (1 cittadino, 3 piste classiche e 2 ovali), almeno cinque piloti possono ancora lottare per il campionato (Dixon, Newgarden, Rossi, Hunter-Reay e Power), due mesi intensi, in cui nessuno risparmierà nulla.

Che vinca, come sempre, il migliore!

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